Lo scorso 4 novembre sono state arrestate due giovani, una diciottenne e una minorenne, entrambe cittadine ceche residenti in Repubblica Ceca. Le due sono sospettate di aver preso parte a una serie di truffe agli anziani note come “chiamate shock”. A riferirlo sono il Ministero pubblico, la Magistratura dei minorenni e la Polizia cantonale.
Il modus operandi ricalca schemi già osservati in passato, seppur in versioni differenti. In questo caso, gli autori delle truffe si sarebbero spacciati per operatori del settore medico, contattando la vittima e chiedendo con insistenza una consistente somma di denaro.
Il pretesto era quello di coprire presunte cure urgenti per una congiunta gravemente malata, facendo leva sulla pressione psicologica e sulla scarsità di tempo a disposizione per convincere l’anziana a consegnare denaro e beni preziosi.
Determinante è stata la rapida segnalazione alla Centrale comune d’allarme da parte di un familiare della vittima. L’intervento tempestivo della Polizia cantonale, con il supporto della Polizia città di Bellinzona e della Polizia città di Locarno, ha permesso di rintracciare e fermare le due giovani in una camera d’albergo a Locarno. Gli accertamenti investigativi hanno inoltre consentito di stabilire che la minorenne, la sera del 3 novembre, si era recata nel Malcantone dove aveva ricevuto denaro e gioielli dall’anziana vittima.
La refurtiva è stata in gran parte recuperata. L’ipotesi di reato formulata nei confronti delle due cittadine ceche è quella di truffa. L’inchiesta resta sotto la direzione del Ministero pubblico e della Magistratura dei minorenni, che stanno approfondendo eventuali ulteriori collegamenti con altri episodi simili avvenuti nel territorio.
Le autorità ricordano che informazioni e consigli utili per prevenire questa tipologia di raggiri telefonici sono disponibili sul sito ufficiale della Polizia cantonale ticinese, cliccando qui.
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