Lo scorso lunedì 27 ottobre si è tenuta presso l’Istituto “Cav. Francesco Menotti – ONLUS” di Cadegliano Viconago una cena istituzionale che ha segnato un importante momento di confronto e condivisione, celebrando l’attivazione di un innovativo progetto di telemedicina.
La serata ha messo in luce l’efficacia di una sinergia concreta tra il mondo sanitario, le istituzioni civili e le realtà associative, con un focus particolare sul ruolo del Rotary Club Varese Ceresio, promotore e sostenitore dell’iniziativa.
È infatti grazie al contributo e all’impegno costante del Rotary che l’Istituto ha potuto dotarsi degli strumenti tecnologici necessari, in particolare il Totem OCTOPUS ETH6000 e le stazioni di controllo. Questo sistema all’avanguardia rende possibile l’erogazione di televisite, teleconsulti e teleassistenza, integrando le diverse fasi della presa in carico del paziente. Non solo garantisce comunicazioni audio e video di alta qualità, ma offre anche la possibilità di gestire referti e immagini cliniche in modalità differita, portando efficienza e rapidità nella cura.
Per rendere fattibile il progetto, promosso dai soci Alessandro Dario e Mario Cecchetti con il responsabile progetti Enzo Cavicchioli, c’è stata anche la partecipazione della Rotary Foundation e di altri club rotariani del Gruppo di Lavoro Insubrico: «È stato uno sforzo notevole – ha sottolineato il presidente del Rotary Club Varese Ceresio Carlo Giani – Ci sono voluti tre anni di lavoro e un investimento di 70mila euro per le tre attrezzature previste che funzioneranno in collaborazione con la rete ospedaliera».
«Come Fondazione – afferma la dottoressa Roberta Giudici, Direttore Generale dell’Istituto “Menotti” – crediamo in un modello di cura che unisce sostenibilità, innovazione e radicamento nel territorio. La sostenibilità, per noi, non è solo ambientale, ma anche sociale e organizzativa: significa garantire servizi di qualità, gestiti in modo responsabile e orientati al futuro attraverso nuovi modelli. L’innovazione è uno strumento al servizio delle persone – dalle tecnologie digitali alla telemedicina – per migliorare la qualità dell’assistenza e valorizzare il lavoro dei nostri operatori. Questo progetto è reso ancora più prezioso dalla collaborazione con l’ospedale e con la rete dei servizi territoriali: insieme possiamo assicurare continuità di cura e offrire risposte più tempestive e integrate ai bisogni della comunità».
«Il ringraziamento va al Rotary Club Varese Ceresio – conclude – per la donazione dell’attrezzatura che, inizialmente, sarà fruibile per i nostri 167 ospiti. Successivamente pensiamo di aprire un ambulatorio anche per gli esterni».
La realizzazione di questo progetto è stata resa possibile anche grazie all’avvio di una stretta collaborazione con l’Ospedale di Circolo di Varese. Il dottor Guido Bonoldi, specialista in medicina interna, ha costruito un vero e proprio ponte operativo e digitale tra la RSA e la struttura ospedaliera: questa connessione coinvolge figure di spicco come il dottor Francesco Dentali, Direttore del Dipartimento di Medicina Interna di ASST Sette Laghi, il dottor Andrea Ambrosini, Direttore della SC di Nefrologia e Dialisi di Varese, e il reparto di Dermatologia. Queste collaborazioni consolidano un modello virtuoso di integrazione tra territorio e ospedale, rafforzando la qualità e la continuità dell’assistenza.
L’importanza del progetto è stata testimoniata dalla nutrita partecipazione istituzionale alla serata. Oltre al presidente dell’Istituto, il dottor Luigi Saibene, erano presenti il presidente del Rotary Club Varese Ceresio, il dottor Carlo Giani, insieme ai soci che hanno seguito da vicino la realizzazione del progetto: Roberto Ballardini, Alessandro Dario, Mario Cecchetti ed Enzo Cavicchioli.
La presenza del Direttore Generale di ATS Insubria, Salvatore Gioia, ha sottolineato il valore sanitario dell’iniziativa. Forte anche il sostegno del territorio, rappresentato dalla Comunità Montana del Piambello, con l’assessore Valentina Boniotto, e dai sindaci dei comuni limitrofi (Cadegliano, Cugliate Fabiasco, Cunardo, Lavena Ponte Tresa, Marchirolo e Valganna).
L’incontro ha espresso la volontà comune di proseguire su una strada di collaborazione concreta, con un impegno condiviso e focalizzato sul benessere delle persone più fragili. Questo progetto conferma come la sinergia tra Rotary, sanità e territorio possa tradursi in risultati tangibili, portando innovazione, efficienza e, soprattutto, umanità nella cura.
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