Luino | 10 Ottobre 2025

Luino, Artoni: «Serve convenzione con gli Angeli Urbani per presidiare la città»

Dopo la violenta aggressione sul lungolago, l’esponente di Azione Civica propone di attivare i volontari varesini. «Condivisione anche dal gruppo MAC Insubria, legato al generale Roberto Vannacci»

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A pochi giorni dai gravi fatti avvenuti sul lungolago, che hanno visto un giovane rischiare di perdere un braccio in seguito a un colpo di machete, il consigliere di minoranza Furio Artoni di “Azione Civica – Stati Generali del Centrodestra” interviene con una proposta concreta, attraverso un’interrogazione presentata in Municipio, in materia di sicurezza urbana: stipulare una convenzione con gli Angeli Urbani di Varese.

Nel suo comunicato, Artoni sottolinea come il problema della mancanza di controllo del territorio sia ormai evidente anche a Luino. «L’immigrazione incontrollata e la delinquenza collegata a essa sono una realtà che la nostra città vive sulla propria pelle», scrive il consigliere, evidenziando la necessità di un’azione immediata e coordinata con le forze dell’ordine.

La proposta nasce dalla constatazione che le attuali risorse delle forze dell’ordine non bastano a garantire un presidio costante delle zone più frequentate. «I carabinieri fanno miracoli con gli organici che hanno, ma non possono essere ovunque», afferma Artoni. «E dove manca la presenza, arriva il degrado». Da qui l’idea di coinvolgere i volontari dell’associazione varesina, già attiva da anni sul territorio provinciale.

Gli Angeli Urbani, guidati dal presidente Walter Piazza, collaborano con la Prefettura e con il Tribunale di Varese, dove svolgono attività legate a lavori di pubblica utilità e percorsi di messa alla prova. Si tratta di un gruppo formato e riconosciuto, che ha già dato disponibilità a intervenire anche nel luinese per affiancare carabinieri e polizia locale nelle ore serali.

Artoni propone che la convenzione preveda la presenza dei volontari nei punti più sensibili del territorio – la stazione ferroviaria, il lungolago e il centro storico – con un contatto diretto con le centrali operative e una politica di “tolleranza zero” verso comportamenti illeciti. «Non servono leggi speciali, ma la volontà di difendere il territorio e la propria comunità – afferma -. Luino può diventare un esempio di reazione civile, a fianco delle istituzioni».

Il consigliere evidenzia inoltre che il suo intervento è stato condiviso anche dal gruppo MAC Insubria, legato al generale Roberto Vannacci, segno – a suo dire – di un crescente interesse politico e civico verso la necessità di rafforzare la sicurezza cittadina e superare forme di “buonismo di facciata”.

«Ho già raccolto la disponibilità degli Angeli Urbani attraverso il loro presidente Walter Piazza – conclude Artoni -. La proposta di una convenzione è stata formalmente depositata tramite interrogazione consiliare e sarà sottoposta all’amministrazione comunale nei prossimi giorni. Non è un annuncio simbolico, ma un’iniziativa reale che mira a restituire serenità ai cittadini».

La proposta arriva nel pieno del dibattito nato dopo l’aggressione del 4 ottobre, che ha riportato il tema della sicurezza pubblica al centro dell’attenzione politica e sociale a Luino. Mentre le indagini sull’episodio proseguono, cresce la volontà di individuare soluzioni concrete per garantire maggiore controllo e tutela nelle aree più frequentate della città.

Negli scorsi giorni, il primo cittadino Enrico Bianchi era già entrato nel merito della questione, replicando alle critiche mosse dal deputato Andrea Pellicini: «I carabinieri sono gli unici ad intervenire di notte, in un territorio così vasto, mentre la Polizia Locale, oltre a essere in numero insufficiente, non presta servizio nelle ore notturne. Si organizzano operazioni di controllo in casi eccezionali e durante manifestazioni che si protraggono fino alla mezzanotte. Per tutta l’estate si sono svolti numerosi eventi e tutto è filato liscio anche grazie alla accorta attenzione degli organizzatori. L’area della stazione è presidiata la sera anche da una postazione mobile, ma il personale non è sufficiente a garantire una copertura ampia sia in termini di tempo che di estensione territoriale».

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