Il Comune di Besozzo, nell’ambito del progetto “Gentilezza in azione” propone, in collaborazione con associazioni e realtà del territorio, un fine settimana con “semi di pratiche gentili”, ossia iniziative nate nel corso del percorso partecipato di gentilezza.
Venerdì 10 ottobre alle ore 20.45, presso la Sala letture del Comune, in via Mazzini 4, il “Punto Salute Besozzo” del mese propone un incontro dal titolo Conoscere se stessi con lo scarabocchio.
Capita a chiunque, in una riunione o al telefono, di lasciare andare la mano su un foglio e disegnare cose un po’ a caso, come cerchietti, linee e faccine. Ciò che normalmente chiamiamo scarabocchi, apparentemente privi di senso, possono rivelarsi ricchi di significato e celare profonde verità sulla nostra psiche. Questa forma spontanea di espressione può rivelare personalità e stato emotivo. La dottoressa Antonella Martino, psicologa, psicoterapeuta e direttrice dello Studio Psico-Logo di Besozzo aiuterà il pubblico a scoprire con lo scarabocchio qualche aspetto della personalità.
A seguire ci sarà un momento conviviale per confrontarsi e scambiare pareri, opinioni o semplici riflessioni. L’ingresso è libero e aperto a tutti.
Sabato 11 ottobre, invece, dalle ore 16.50, il cortile interno del palazzo comunale ospiterà Estranheza, una performance sperimentale di danza-teatro nata dai laboratori di danza espressiva rivolti alla comunità, con le danzatrici Nicoletta Ascoli, Paola Buzio, Roberta Codarin, Daniela Facchin, Mariateresa Garghetti, Elena Gervasini, Gigliola Gigli, Lucia Giroletti, Daniela Lobão, Veronica Mirto, Erika Nerboni e Caterina Santoro.
«Un momento di grande intensità – interviene l’assessore allo Sport e Benessere Francesca Pianese – reso fattibile grazie alla collaborazione con l’associazione Dikuntu odv che interverrà nel corso dell’evento con Rosamaria Bricchi e di Ines Domenichini, regista e coreografa della performance. Un ritorno di danza in itinere nella splendida scenografia del cortile comunale, portando la danza e la poesia come strumento creativo e inclusivo per comunicare, per conoscersi e per recuperare quel profondo valore sociale».
«Estranheza è una performance che unisce poesia, danza, musica e teatro – commenta Ines Domenichini – È un lavoro iniziato e creato dai laboratori di danza espressiva dove il filo conduttore è stata la parola nel corpo, il suo profondo significato espresso in movimento, ritmo ed emozione. Le danzatrici non sono professioniste, ma donne alla ricerca della propria danza e portano i loro corpi per esprimere l’inesprimibile dove chiedono, si domandano, gridano e sussurrano il senso dello stare qui. Estraneheza è la stranezza che diventa poesia».
Anche in questo caso, al termine della performance ci sarà un momento conviviale per scambiarsi impressioni, stare insieme e gustare anche la mostra fotografica a cura di Luca Autelli.
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