(di Claudio Ferretti) Ad Arolo di Leggiuno, lo scorso sabato la Fondazione Il Porto dei piccoli, con il Comune di Leggiuno, l’associazione Le Rupi e il Comitato ARPICA, ha organizzato il laboratorio naturalistico per famiglie “Piccoli esploratori al lago”, ricco di attività creative, sportive e scientifiche.
Hanno partecipato una trentina di bambini accompagnati dai loro familiari. La giornata ha previsto letture a tema, creazioni artistiche e un momento clou: la presentazione della squadra cinofila della SICS, Scuola Italiana Cani da Salvataggio, con la partecipazione straordinaria della Guardia Costiera – sezione laghi.
Abbiamo incontrato Gloria Camurati Leonardi, fondatrice e Presidente della Fondazione.
Come nasce Il Porto dei Piccoli?
L’organizzazione nasce nel 2005 da una mia intuizione chiara e coraggiosa: portare il mare dove non c’è e a chi non può viverlo. Dalle banchine dei porti alle corsie degli ospedali, questa idea si trasforma in un modello concreto che, in tutti questi anni, raggiunge oltre 200.000 bambini e famiglie.
Quali sono le vostre finalità principali?
Il nostro obiettivo è migliorare la qualità della vita di bambini, ragazzi e famiglie nei luoghi di degenza e in condizioni di fragilità. Operiamo con un’équipe multidisciplinare composta da psicologi, educatori, musicisti, artisti, biologi e sportivi. Abbiamo, inoltre, introdotto per la prima volta in Italia la figura professionale anglosassone del Child Play Specialist, realizzando il corso di formazione riconosciuto da Regione Liguria, un’esperienza che vorremmo replicare anche in Lombardia.
Quali sono i progetti e le attività più significative svolte fino ad oggi?
Abbiamo realizzato oltre 40.000 interventi in più di 20 istituti pediatrici italiani, nelle scuole e sul territorio. Proponiamo laboratori dedicati al mare e alla tutela dell’ambiente, interventi assistiti con animali e l’orto itinerante nelle stanze dei piccoli degenti. All’esterno degli ospedali, promuoviamo, tra l’altro, la formazione del Coro delle Voci Azzurre con il supporto di maestri di musica e le esplorazioni all’aria aperta con gli amici della Guardia Costiera, Marina Militare e vari partner. Le attività rientrano nelle nostre aree denominate mare dentro, mare fuori, mare a casa, mare a scuola e mare in rete, quest’ultima dedicata all’assistenza a distanza. Tutti i progetti seguono una metodologia strutturata e consolidata che integra gioco, creatività e relazione, con l’obiettivo di ridurre i motivi d’ansia e restituire centralità al bambino. Grazie ai nostri sostenitori ci occupiamo di organizzare i family day aziendali per rendere il luogo di lavoro un momento di convivialità diffusa.
Avete in programma di rafforzare la vostra presenza nella nostra provincia dei laghi?
“Sì. L’esperienza di Arolo di Leggiuno è stata positiva e conferma che in questo territorio c’è spazio e volontà per crescere insieme. Intendiamo avviare collaborazioni con scuole, partner e associazioni locali per consolidare la nostra presenza e fornire un servizio adeguato. Questa primavera abbiamo realizzato il nostro primo torneo ad Ispra, al Golf Parco della Quassa grazie alla sensibilità del maestro Alberto Fisco che lo gestisce. Siamo certi che le istituzioni risponderanno positivamente alla nostra richiesta di collaborazione.
Quali prospettive future immaginate per farvi conoscere meglio anche nella provincia di Varese?
Vogliamo rafforzare la presenza nei piccoli comuni del territorio e aprirci ai bisogni delle comunità locali. In questi giorni ha preso avvio il nostro analogo progetto “Sulla rotta della Lunigiana”: l’obiettivo è costruire una rete stabile di relazioni e portare un modello di responsabilità sociale che ha già dimostrato risultati concreti in molte altre regioni italiane.
Un’ultima domanda: quali sono le modalità per sostenervi?
Privati ed aziende sono i nostri principali sostenitori. Non da meno le amministrazioni pubbliche che attraverso bandi e finanziamenti ci permettono, per esempio, di effettuare corsi di formazione finalizzati non solo alla qualità dei servizi offerti ma anche all’opportunità di dare lavoro a giovani laureati in tutti i territori dove operiamo.
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