Il Consiglio di Stato del Canton Ticino incontra i 100 sindaci della regione e rilancia sul tema del federalismo con una dichiarazione d’intenti firmata lo scorso 10 settembre a Locarno.
Governo e Comuni si impegnano ad avviare un percorso con l’idea di rafforzare la collaborazione e ottenere un federalismo più solido. Questi gli obiettivi dell’intesa messa nero su bianco al Pala Cinema di Locarno, dove il presidente del Consiglio di Stato, Norman Gobbi, ha affermato che la dichiarazione d’intenti firmata è una «lettera d’amore al federalismo svizzero nella sua versione ticinese».
Due le principali finalità dell’accordo: chiedere al Gran Consiglio una modifica costituzionale che rafforzi l’autonomia comunale, «chiarendo anche la ripartizione dei compiti secondo i principi di sussidiarietà ed equivalenza fiscale»; migliorare il dialogo tra enti sostituendo la piattaforma Cantone-Comuni (che si riunisce diverse volte durante l’anno per definire progetti e accordi istituzionali) con «un nuovo organo di confronto politico continuo, sul modello della Conferenza dei Governi cantonali, per permettere ai Comuni di esprimere in modo univoco la propria voce e di partecipare più incisivamente ai processi decisionali».
Nel suo intervento Gobbi ha sottolineato che «i Comuni sono il volto dello Stato sul territorio, là dove le politiche smettono di essere principi generici e diventano servizi, risposte e vicinanza alle cittadine e ai cittadini». Firmata la dichiarazione, il prossimo passo sarà l’elaborazione del messaggio da presentazione al Gran Consiglio con la proposta di modifica costituzionale in merito all’autonomia dei Comuni. (Foto di copertina: Repubblica e Cantone Ticino)
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