Canton Ticino | 8 Settembre 2025

Canton Ticino, scoperto il primo “Lariosaurus” con la pelle conservata

I fossili del rettile marino emersi durante degli scavi paleontologici nei pressi di Meride. Ne ha parlato di recente una rivista scientifica svizzera

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I risultati delle ricerche paleontologiche condotte nell’area del Monte San Giorgio, sul versante svizzero, sorprendono la comunità scientifica internazionale grazie alla scoperta dei fossili appartenenti a un Lariosaurus valceresii, un rettile marino risalente al Triassico Medio.

I fossili erano emersi nel 2023 durante una serie di scavi paleontologici lungo il torrente Gaggiolo, nei pressi di Meride, mentre i dettagli della scoperta sono stati pubblicati nei giorni scorsi dalla rivista scientifica Swiss Journal of Paleontology.

Ricercatori del Museo cantonale di storia naturale del Dipartimento del territorio, in collaborazione con Silvio Renesto, professore di paleontologia presso l’Università degli Studi dell’Insubria di Varese, e Cinzia Ragni, dottoranda presso l’Università di Torino, hanno descritto il primo esemplare di Lariosaurus con la pelle conservata e il primo appartenente alla specie Lariosaurus valceresii ritrovato sul versante svizzero del Monte San Giorgio – sottolinea il Dipartimento del territorio del Canton Ticino – In occasione della pubblicazione dell’articolo, il Museo cantonale ha inoltre collaborato con la Fondazione e il Museo dei Fossili del Monte San Giorgio per la realizzazione di una ricostruzione virtuale dell’esemplare».

Lo stato di conservazione della pelle del rettile consente di apprezzare l’intero profilo del corpo e degli arti. «In particolare, nella zona delle zampe anteriori e nella parte anteriore del torace – aggiunge il Dipartimento – il profilo del corpo suggerisce la presenza di una muscolatura molto sviluppata, indizio di uno stile di nuoto paragonabile a quelle delle attuali otarie: ideale per rapidi scatti in acqua. Questa conservazione ha permesso di osservare per la prima volta al mondo le membrane interdigitali del genere Lariosaurus, ciò che cambia l’interpretazione dell’anatomia di questa rettili marini. In alcune zone del corpo è distinguibile anche la forma delle squame di cui era ricoperto, simile a quella dei coccodrilli odierni». (Foto di copertina: F. Magnani @ Museo cantonale di storia naturale)

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