(Riccardo Canetta, dal sito www.varesenoi.it. Foto di copertina: Fotografia Galbiati) La tensostruttura all’area feste della Schiranna non ha potuto contenere tutte le persone accorse per la segretaria nazionale del Partito Democratico Elly Schlein, accolta come una rockstar con la musica di Jovanotti.
«Ciao Varese», saluta Schlein, mentre riceve la standing ovation del popolo dem. Più di cinquecento persone, la stima fatta dal palco dal senatore Alessandro Alfieri, che ha accolto la leader insieme alla segretaria provinciale Alice Bernardoni, al consigliere regionale Samuele Astuti, al sindaco Davide Galimberti, alla sua vice Ivana Perusin e a diversi amministratori varesini e di tutto il territorio (c’erano anche la segretaria dem di Varese Manuela Lozza e di Busto Paolo Pedotti e Stefano Tosi e Giuseppe Adamoli, storici esponenti del partito).
Quando Schlein arriva alla Schiranna, cinque minuti dopo le 18, sa già che qualcuno nella notte si è introdotto nell’aria feste per deturpate i tendoni con svastiche e simboli nazisti.
«So che dei delinquenti hanno imbrattato la festa con svastiche. La Storia li ha già sconfitti una volta e continueranno a perdere. Da qui non passeranno», dice ai giornalisti e ripeterà poi sul palco. Per poi aggiungere che «spero arrivi la condanna degli esponenti delle altre forze politiche. Vorrei capire cosa ne pensa la destra di questo paese, se vuole continuare a dare copertura politica a questi delinquenti e nostalgici».
Ha chiuso col botto (anzi, l’ultimo giorno della manifestazione è domani, domenica 30 agosto) la kermesse varesina iniziata lo scorso 20 giugno. Si tratta della più lunga festa dell’Unità a livello nazionale.
Schlein, per la terza volta a Varese, mancava in città da due anni e mezzo. Nel gennaio 2023 era stata qui come candidata alle primarie dem che l’hanno poi vista superare Stefano Bonaccini.
Oggi è tornata da segretaria, la prima donna a guidare il principale partito di sinistra o centrosinistra in Italia, proprio mentre un’altra donna, Giorgia Meloni, è per la prima volta presidente del Consiglio. «Ma non ce ne facciamo un granché della prima premier donna se governa così», affonda Schlein. (Per continuare a leggere l’articolo, clicca qui)
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