(ATS) Un gruppo di 25 persone vestite con uniformi della Wehrmacht è stato fermato questo fine settimana dalla polizia cantonale durante un’escursione nei pressi del Wildhorn, vetta alpina dell’Oberland bernese. Tra loro, un cittadino svizzero e altri provenienti da Stati Uniti e diversi Paesi europei.
Gli agenti sono intervenuti dopo una segnalazione ricevuta venerdì, come ha dichiarato Deborah Zaugg, portavoce della polizia cantonale bernese al programma radiofonico “Heute Morgen” dell’emittente svizzerotedesca SRF.
La polizia, che ha fermato il gruppo a 1.600 metri d’altezza, nei pressi di Lenk, ha ordinato di togliersi immediatamente le giacche militari con svastiche e simboli inneggianti al Terzo Reich in primo luogo per evitare possibili scontri con i passanti.
Tuttavia, nonostante siano stati raccolti i dati personali di tutti i partecipanti, non sono state comminate sanzioni, e il gruppo non rischia alcuna conseguenza giuridica per l’accaduto poiché in Svizzera non è ancora vietato per legge indossare simboli nazisti.
Non è la prima volta che Lenk diventa la meta di gruppi di estrema destra. Già la scorsa primavera, infatti, 40 membri di “Junge Tat” avevano organizzato un raduno clandestino presso il campo sportivo.
Il sindaco di Lenk, René Muller, aveva confermato che non era stato richiesto alcun permesso per l’evento, ripreso da un video pubblicato successivamente online che mostrava i partecipanti azzuffarsi in quello che loro stesso definivano come “campo di addestramento“.
La situazione però potrebbe cambiare. Il Consiglio Federale ha annunciato l’intenzione di vietare l’uso e la distribuzione di simboli nazionalsocialisti negli spazi pubblici, raccogliendo la maggior parte dei favori dei partiti politici, dei cantoni e delle associazioni.
Il divieto permetterebbe di punire i trasgressori con una multa di 200 Franchi. Il provvedimento vuole includere ogni simbolo apertamente inneggiante al Regime, dalla croce uncinata ai simboli delle SS, il saluto a braccio teso e anche simbologie meno ovvie, come i codici “88” e “18”, rispettivamente riferiti a “Heil Hitler” e “Adolf Hitler”. Il numero 8, infatti, corrisponde alla lettera H dell’alfabeto, mentre l’1 alla A. Da qui la cifratura.
In una seconda fase, saranno vietati anche altri simboli estremisti e di esaltazione alla violenza, colmando così l’attuale lacuna legislativa che impedisce alle autorità di intervenire in situazioni come quella che si è verificata a Lenk.
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