(Renzo Fazio, dalla pagina Facebook “Germignaga, ricordi dal passato”) Costume da bagno semi-intero con cappellino coprisole e fasce paraorecchie, oppure costume da bagno a mutanda, rigorosamente non sgambata e a vita alta? Signori uomini, quale avreste indossato? Gentili signore e signorine, quale dei due è più attraente?
Un centinaio di anni fa non è che ci fosse una grande scelta nemmeno per i maschi alfa germignaghesi… d’altronde non c’erano addominali scolpiti e bicipiti gonfiati, esotici tatuaggi o piercing da esibire, ma solamente la necessità di trovare un po’ di refrigerio, soprattutto quando la calura estiva superava un certo livello.
Quando questo avveniva, non c’era niente di meglio che rinfrescarsi con un bel bagno nelle acque del lago, meglio se un po’ al largo, potendo sfruttare una barca a remi messa a disposizione per l’occasione. Quasi certamente poteva avvenire solamente di domenica. Tutti gli altri giorni, sabato compreso, si doveva lavorare fino a tarda ora e… sopportare!
Il tratto di lago preferito era quello adiacente la colonia elioterapica, praticamente di fronte all’attuale parco delle Fontanelle. Lo si capisce osservando i pilastri in cemento che tutt’ora ornano l’accesso allo storico edificio e dallo sfondo, dove nell’immagine più a sinistra (vedi foto di copertina, ndr) si riconosce il piccolo casotto che ospitava un’artigianale fonderia. In quella centrale, dove si intravede “Villa Gorla” (ora sede dell’oratorio) e gli edifici prospicienti. Infine, nell’immagine più a destra, dal profilo della montagna che scende nel lago. Un ricordo dal passato a tema, viste le temperature toccate nelle ultime settimane, auspicando quanto prima di tornare a livelli più accettabili.
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