Pasturo | 29 Giugno 2025

Il luinese Massimo Battisaldo vince con “Decennio Rosso” alla IX edizione del Premio Antonia Pozzi

Alla cerimonia conclusiva del premio internazionale "Per troppa vita che ho nel sangue", il luinese trionfa nella sezione romanzo edito con un’opera dedicata agli anni di piombo

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Grande riscontro nei giorni scorsi per la cerimonia di premiazione conclusiva della nona edizione del premio internazionale di letteratura “Per troppa vita che ho nel sangue”, dedicato alla poetessa Antonia Pozzi, una delle voci più rappresentative del primo Novecento italiano.

L’edizione 2025 ha registrato una partecipazione straordinaria: ben 1.490 opere presentate nelle cinque sezioni previste. Il premio è ideato e promosso dalla poetessa Caterina Silvia Fiore, con il patrocinio del Comune di Pasturo e del Comune di Roseto degli Abruzzi, in collaborazione con la casa editrice VJ Edizioni.

La giuria, di altissimo livello, è stata presieduta da Ave Comin, studiosa e ricercatrice di Alda Merini e Antonia Pozzi. A completare la squadra, una rosa di intellettuali, poeti e scrittori tra cui Joan Josep Barceló, Giovanni Ronzoni, Mirella Musicco, Geraldina Giuseppina Riccobono, Lorena Marcelli, Giovanni Gentile e Luciano Vasta.

Tra i momenti più attesi della serata, anche l’intervento dello scrittore Paolo Cognetti, vincitore del Premio Strega 2017, autore del romanzo “L’Antonia”.

Grande soddisfazione per il luinese Massimo Battisaldo, che si è aggiudicato il primo premio nella sezione romanzo edito con l’opera “Decennio Rosso”, scritta insieme a Paolo Margini. Il libro affronta in modo originale e coinvolgente il tema degli anni di piombo, raccontato direttamente dagli stessi protagonisti degli eventi storici narrati. Insieme a Battisaldo, come avviene sempre, anche il cantautore varesino, originario di Luino, Marco Maffei, che gli ha dedicato una canzone.

Tra gli altri riconoscimenti spiccano La Rosa d’Argento, simbolo del Comune di Roseto degli Abruzzi, assegnata al romanzo edito “Mio figlio, tutto l’amore che non ho saputo dirgli” di Marco Termenana, che affronta il tema della diversità di genere. La Targa Antonia Pozzi è andata invece alla silloge poetica “Distopie di un abbandono” di Raffaello Corti.

Per la sezione poesia singola, il primo premio è stato assegnato a Luigi Cattelani con la poesia “Il senso della vita”, mentre nella narrativa breve ha trionfato Mara Zilio con il racconto “Il vasetto di marmellata e il bottone”.

Il Premio “Per troppa vita che ho nel sangue” si conferma come un appuntamento centrale nel panorama culturale nazionale, capace di offrire spazio e visibilità a opere di grande valore letterario.

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