(A cura del Tavolo per il Clima di Luino) Cosa fanno, dove vanno ragazze e ragazzi, bambine e bambini quando le scuole chiudono? Molti di loro vengono accolti negli Oratori, luoghi molto diversi da quelli di un tempo, quando bastava un pallone per passare un intero pomeriggio. Oggi anche l’Oratorio è cambiato: offre un’infinità di opportunità e proposte davvero formative. Certo, la componente ludica rimane – giustamente – prioritaria, ma accanto ad essa gli organizzatori e le organizzatrici propongono una molteplicità di attività arricchenti.
Come Tavolo per il Clima di Luino abbiamo avuto la possibilità di collaborare con l’Oratorio di Germignaga, offrendo ai gruppi l’opportunità di incontrare i “Libri Parlanti”: persone con una storia da raccontare, capaci di lasciare un segno.
Il gruppo VIP ha potuto conoscere Aloyce ma anche Claudio e Lidia. A piccoli gruppi, hanno ascoltato la storia di Aloyce, la sua caparbietà nel voler studiare, che lo ha portato – non senza difficoltà – ad allontanarsi dalla tribù dei Masai in Tanzania. Figlio di un capo, per lui era previsto un futuro da allevatore e, forse un giorno, da capo tribù. Ma il desiderio di conoscenza, di imparare a leggere e scrivere, di uscire da una condizione tranquilla ma rigidamente predefinita, ha prevalso. I racconti sulla tradizione Masai e sui riti di iniziazione per diventare guerriero hanno affascinato molto i ragazzi, ma è stato altrettanto potente scoprire come quel giovane determinato sia riuscito a diplomarsi e oggi lavori in una delle nostre RSA.
Con Claudio e Lidia, direttori artistici del Cinema Teatro Italia di Germignaga, invece, hanno scoperto un’altra passione: il teatro. Claudio ha iniziato con i burattini, per poi esplorare altre forme di espressione artistica, portando la sua arte anche in Bosnia, tra i bambini segnati dalla guerra. Dopo alcuni anni in cui aveva girato l’Italia e il mondo in lungo e in largo ha incontrato Lidia, artista e pedagoga teatrale russa, e insieme, unendo competenze e sensibilità, hanno portato momenti di serenità e allegria a chi ne aveva davvero bisogno.
Questi incontri avevano due obiettivi: il primo era quello di far incontrare persone reali, ascoltare le loro storie, guardarle negli occhi e dar loro un nome. Solo così si possono superare stereotipi e pregiudizi. Il secondo intento era mostrare quanto sia importante seguire le proprie passioni, non arrendersi di fronte alle difficoltà e – cosa fondamentale – non farlo mai solo per sé stessi. Saper coltivare sogni e talenti rimanendo attenti agli altri.
Crediamo che questi obiettivi siano stati raggiunti. E ci auguriamo che questa proposta abbia lasciato nei ragazzi e nelle ragazze un piccolo seme, pronto a germogliare nel loro futuro.
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