Verbano Cusio Ossola | 10 Giugno 2025

La storia dell’idroelettrico in Italia passa dal Vco

Nascita e caratteristiche di centrali e dighe che in Valle Antrona sfruttano i corsi d'acqua per produrre energia. Il primo impianto risale al 1898

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(Renato Balducci, dal sito www.ossolanews.it) Passa dall’Ossola e soprattutto dalla Valle Antrona la storia dell’idroelettrico in Italia.

E’ quanto emerge dall’incontro-studio tenutosi venerdì ad Antrona Schieranco, in occasione dell’edizione 2025 del “Dams & Reservoirs Day”. Una giornata promossa da Enel Green Power proprio per conoscere la storia e le caratteristiche degli impianti idroelettrici collegati all’asta dell’Ovesca, tra Villadossola e Antrona.

Una totale ‘’immersione’’ nella produzione di energia elettrica che ha visto intervenire esperti, ingegneri, studiosi e addetti ai lavori per un convegno per il quale l’amministrazione comunale, presente col sindaco Franco Borsotti, ha messo a disposizione la sala polifunzionale del paese. Proprio l’asta dell’Ovesca, il torrente che scende da Antrona sino a Villadossola, vede nel 2025 il traguardo dei cento anni di storia, c di centrali e dighe per sfruttare laghi e corsi d’acqua.

La giornata è stata l’occasione per ricordare che la centrale del Gaggiolo di Villadossola – 1898 – fu il primo impianto realizzato in Ossola: lo fece la Pietro Maria Ceretti per far funzionare il suo laminatoio e dare illuminazione grazie ad una mini linea elettrica di 350 metri. La fine del 1800 vide sorgere altri impianti nell’allora alto Novarese: Cossogno 1892, Piedimulera 1899. Poi il via allo sfruttamento di vallate antronesi dell’Ovesca con la nascita di centrali e dighe; Cingino, Campliccioli, Camposecco, Alpe Cavalli. Il convegno ha permesso di rimarcare come la prima linea da 130 mila kw in Italia fosse stata la Rovesca (Antrona)-Pallanzeno-Arquata Scrivia.

Oggi l’Italia trae per il 16 per cento dell’energia dalla produzione di energia elettrica (la stessa percentuale mondiale). ‘’Un settore che in Europa sta crescendo molto’’ ha ricordato Francesco Fornari del Comitato Nazionale Italiano per le Grandi Dighe, l’associazione culturale e scientifica che ha il compito di promuovere e agevolare lo studio delle tematiche sul territorio. Rimarcando anche il ruolo delle dighe ‘’nella protezione delle piene’’. Un ‘patrimonio’ idroelettrico che in Italia conta ancora molto poiché l’idroelettrico resta la fonte più importante […].

Foto di copertina: la centrale di Rovesca ad Antrona

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