Dalla categoria dei pendolari, composta da lavoratori e studenti, dipende il 65% degli ingressi in Canton Ticino attraverso i 21 principali valichi della regione. Lo ha stabilito l’indagine condotta lo scorso autunno con una serie di interviste e un’attività di raccolta dati a cura di 14 collaboratori ausiliari dell’Ufficio federale della dogana, del personale dell’ufficio stesso e della vigilanza privata.
Le principali aree di provenienza dei pendolari sono la provincia di Como (46%) e la provincia di Varese (41%), mentre le destinazioni prevalenti risultano essere il Mendrisiotto (47%) e il Luganese (41%). Tra gli altri dati d’interesse spicca il fatto che il 67% dei pendolari, una volta raggiunta la destinazione, dispone di un parcheggio gratuito; il 50% dichiara di non avere alternative all’utilizzo dell’auto, utilizzata dal 23% delle persone per comodità.
«Rispetto all’edizione precedente del 2021, per i lavoratori pendolari sono stati ottenuti dati più approfonditi sulla percentuale di impiego e sulla possibilità di ricorrere al telelavoro – spiega in una nota il Dipartimento del territorio ticinese – Si evidenzia, ad esempio, che oltre il 70% dei pendolari diretti in Ticino e nel Grigioni italiano è impiegato oltre al 90%, mentre soltanto il 10% di essi beneficia del telelavoro, e per la maggioranza di essi (88%) tale modalità è utilizzata al massimo un giorno a settimana».
I risultati dell’indagine saranno utili per la pianificazione della mobilità cantonale, nell’ambito del trasporto pubblico e in quello della mobilità aziendale. (Foto di copertina dal sito www4.ti.ch)
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