Germignaga | 18 Maggio 2025

Germignaga, ricordi dal passato: il primo “navigatore” per auto

Un nastro in carta, avvolto su rullini in legno, veniva fatto avanzare per indicare la strada. L'invenzione americana e la versione italiana del 1931, con tanto di accessorio da polso

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(Renzo Fazio, dalla pagina Facebook “Germignaga, ricordi dal passato”) Ai giorni nostri è certamente tutto più semplice: basta uno smartphone a disposizione per avere in tempo reale un navigatore aggiornato, utile ad indicare il percorso migliore per raggiungere una località più o meno lontana.

Fino a qualche decennio fa, per chi si metteva in viaggio e voleva ad esempio raggiungere Germignaga, l’unica possibilità era consultare cartine o atlanti stradali, certamente importanti per pianificare il tragitto, ma non interattive come i successivi navigatori satellitari. Prima ancora vennero fatti alcuni curiosi tentativi per fornire un aiuto ai novelli viaggiatori su quattro ruote gommate: l’inventiva e la fantasia non erano mancati, ma il risultato…

[…] Si tratta di un frammento del 1931 di un nastro in carta raffigurante il tracciato stradale nel tratto da Luino a Maccagno (Germignaga dal 1927 venne forzatamente annessa con Luino, quindi non fu riportata sul nastro…), utilizzabile con un dispositivo prodotto dalla Iter-Auto di Roma.

Questo oggetto fu un’innovazione del primo “navigatore” per auto, completamente manuale, brevettato in Minnesota (U.S.A.) nel 1921.

Nella versione americana, un nastro in carta, avvolto su due rullini in legno, veniva fatto avanzare progressivamente tramite una manopola laterale, mentre nella successiva, l’inventiva italiana collegò tramite un cinghiolo la manopola ad un tachimetro, permettendo così l’avanzamento del nastro in automatico.

Sulla finestra centrale presente sul dispositivo si vedeva la strada da seguire, con ai due lati il chilometraggio percorso o quello mancante all’arrivo. Si potevano inoltre conoscere alcune informazioni relative al tracciato, inerenti a ponti, cunette, passaggi a livello o punti pericolosi. In rosso erano invece indicate le stazioni di servizio per il rifornimento dei carburanti.

Esisteva anche una versione “pedestre” completamente manuale ma più piccola: veniva fissata al polso mediante un cinturino, praticamente come un orologio.

Chiudo dicendovi che il curioso nastro di cui sono entrato in possesso qualche anno fa (vedi foto pubblicata sulla pagina Facebook “Germignaga, ricordi dal passato”, ndr) è l’itinerario nr.19 che conduce da Milano a Zenna, transitando per Varese e Luino, in una edizione realizzata dalla Società A.P.E. di Firenze nel 1931.

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