Dopo la pandemia da Covid gli italiani hanno dato molto più valore alla casa, non sorprende quindi che negli ultimi anni siano aumentate le richieste di ristrutturazioni delle abitazioni che, a seconda degli interventi, richiedono spese abbastanza importanti.
Nel 2024 gli interventi più richiesti sono stati soprattutto il rifacimento di bagno e cucina, due ambienti cruciali per la casa, seguiti dalla realizzazione di pareti in cartongesso e l’installazione di controsoffitti con illuminazione led.
Ma quanto costa una ristrutturazione? Dipende da diversi fattori. Su una casa media, con una grandezza tra gli 80 e i 100 metri quadri, il costo di una ristrutturazione leggera, comprensiva ad esempio di tinteggiatura, sostituzione dei pavimenti e piccoli interventi di manutenzione, si aggira sui 30.000 euro. Cifra che può salire fino a 45.000 euro per ristrutturazioni di medio livello, che comprendono il rifacimento di impianti elettrici e idraulici, del bagno, della cucina e altri lavori di finitura.
Si tratta di spese abbastanza importanti che vanno a incidere sul budget familiare. Ci sono state delle riduzioni, ma la Legge di Bilancio consente di accedere ad agevolazioni per ristrutturare casa. Per chi ha fatto delle spese dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2033, l’aliquota di detrazione è ridotta del 30%. Chi invece ha sostenuto delle spese nel 2025, può beneficiare di una detrazione del 36%, percentuale che sale al 50% per l’abitazione principale su un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. La detrazione per chi farà spese nel 2026 e nel 2027 è pari invece al 30%, 36% per l’abitazione principale, sempre su un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare.
Per il finanziamento degli investimenti gli italiani hanno due opzioni principali: il mutuo o il prestito, che hanno condizioni e modalità diverse. Il mutuo è la soluzione più indicata per chi deve affrontare spese importanti, poiché permette di ottenere cifre elevate che possono arrivare fino all’80% del valore dell’immobile. Il beneficiario ha un arco temporale piuttosto ampio per il rimborso che può arrivare fino a 30 anni. In questo caso sono richieste delle garanzie reali, come l’ipoteca sulla casa, e bisogna affrontare un iter burocratico piuttosto complesso.
In alternativa c’è il prestito, una modalità di finanziamento più veloce e flessibile pensata per gli interventi di ristrutturazione casa di piccola entità. In questo caso la somma erogata è più contenuta, con un tetto massimo di 75.000-100.000 euro, e la durata del rimborso è più breve, generalmente tra i 5 e i 10 anni. L’erogazione del denaro è più flessibile, non sono richieste ipoteche specifiche e non bisogna giustificare l’uso della somma ricevuta.
Entrambe sono opzioni valide, ma vanno scelte attentamente in base alle proprie necessità di spesa. Poiché la scelta può risultare complicata, è consigliabile rivolgersi ad esperti del settore, come youFin, società specializzata in soluzioni finanziarie per privati e aziende, aiutandoli a scegliere l’opzione migliore di finanziamento e offrendo loro consulenza professionale.
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