Svizzera | 18 Aprile 2025

Ventunenne svizzero accusato di aver sostenuto l’Isis

Il ragazzo, residente nel cantone Basilea, avrebbe diffuso materiale propagandistico, cercando poi di raggiungere la Somalia su indicazione dei reclutatori del gruppo terroristico

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Incriminato per aver sostenuto l’Isis, attraverso la propaganda e con il tentativo di compiere un viaggio organizzato dai reclutatori del gruppo terroristico. Sono queste le accuse mosse dal ministero pubblico della confederazione elvetica ad un 21enne svizzero residente nel cantone Basilea.

Il giovane, secondo le indagini, avrebbe sposato la causa dell’Isis a partire dal 2023, diffondendo materiale propagandistico tramite vari canali di comunicazione. Nell’aprile dell’anno successivo, la decisione di unirsi ai terroristi islamici.

Dopo un dialogo portato avanti per mesi con i reclutatori dell’isis, il ragazzo era pronto a raggiungere la Somalia, destinazione indicata dagli stessi terroristi. Un viaggio bloccato sul nascere da Fedpol e polizia cantonale, che il 9 luglio del 2024 hanno arrestato il 21enne.

Tra gli effetti personali del giovane, video violenti e materiale pornografico vietato, oltre a un’arma da softair posseduta illegalmente. Il ragazzo è attualmente in libertà. In base alla legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna, Fedpo ha ordinato, su richiesta delle autorità competenti, misure volte a impedire attività terroristiche. L’atto d’accusa nei confronti del ragazzo è stato depositato al tribunale penale federale di Bellinzona. E nel frattempo prosegue l’iter giudiziario.

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