Oggetti in avorio, borse in pelle di alligatore, zanne di elefante, una pelle di orso polare: merce che in Svizzera non può essere importata, e che il personale dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini sottrae ai canali del contrabbando. Merce che da domenica prossima, 20 aprile, sarà al centro della mostra intitolata La conservazione delle specie riguarda tutti noi, con cui il Museo svizzero delle dogane darà il via alla nuova stagione.
L’esposizione, visitabile nei locali del museo di Cantine di Gandria (Lugano), sarà dedicata agli oggetti sequestrati in base alle disposizioni della Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione, nota anche come convenzione Cites, firmata da 180 Paesi nel mondo. La Svizzera è tra i Paesi che hanno ideato la convenzione e – oltre a sequestrare la merce illegale che viene fatta passare dalle dogane – punisce i trasgressori con multe da 100 a un milione di franchi e pene detentive fino a cinque anni.
«Uno degli aspetti centrali della lotta al commercio illegale delle specie protette è la sensibilizzazione, oltre alla formazione del personale doganale che può contare anche sull’impiego di cani appositamente istruiti – spiega l’Amministrazione federale in una nota – Anche la stretta collaborazione con le autorità nazionali e internazionali è determinante per lottare in modo efficace contro il commercio illegale di specie protette».
La selezione di merce sequestrata e scelta per la mostra si trova all’interno del locale definito “stanza degli orrori“. L’esposizione include inoltre un gioco per i più piccoli, video interattivi, una bacheca che indirizza il visitatore.
L’iniziativa è stata realizzata con il sostegno dell’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria. Il museo, che quest’anno inaugura anche una sala cinematografica, sarà visitabile, a partire dal 20 aprile, dal martedì alla domenica, dalle 12 alle 17, fino al 19 ottobre. L’ingresso è gratuito.
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