«Dopo quanto è successo domenica 30 marzo, mi sento in dovere di porgere alla mia famiglia, ai miei cognati e ai carabinieri le mie più sentite scuse, in quanto il comportamento da me tenuto è stato, innanzitutto da irresponsabile nei confronti di mia figlia, deplorevole nei confronti di mia moglie e dei miei familiari, nonché del tutto sbagliato ed inaccettabile nei confronti dell’Arma e soprattutto del carabiniere, che è rimasto coinvolto durante lo svolgimento del suo lavoro, nel tentativo di sedare la lite in corso con mio cognato».
Queste le parole di L.T., il 38enne, assistito dall’avvocato Maria Lara Ronchi, che domenica 30 marzo, al rientro a casa dopo un pomeriggio trascorso prima al circo, insieme alla figlia, e poi per alcune ore in un bar di Mesenzana, ha dato in escandescenza.
La moglie, non vedendolo rincasare e preoccupandosi per l’incolumità di figlia e marito, ha chiamato i carabinieri. Al rientro a casa quest’ultimo, vedendo i militari dell’Arma, nel tentativo di aggredire il cognato, intervenuto unicamente per sincerarsi delle condizioni sue e della nipote, colpiva un carabiniere ed oggi, a distanza di qualche giorno, vuole scusarsi pubblicamente per quanto avvenuto.
«Ai carabinieri è noto il mio passato burrascoso, un passato con cui ho chiuso diversi anni fa e da cui mi sono totalmente allontanato cercando di ripartire da zero, trasferendomi a Mesenzana, trovandomi un buon lavoro e avendo la fortuna di essere riuscito a costruirmi una famiglia che mai avrei voluto coinvolgere in una situazione così incresciosa e imbarazzante», continua il 38enne.
«Sono pienamente consapevole del mio errore, per cui in questo momento provo una forte vergogna. Mai prima d’ora era accaduto quanto si è verificato nella giornata di domenica. Il mio atteggiamento bellicoso è stato determinato dal fatto che nel pomeriggio avevo esagerato con bevande alcoliche che non sono solito consumare».
«Per questa ragione sento il dovere di chiedere pubblicamente scusa al carabiniere, al collega intervenuto sul posto con lui, al loro Comando di Luino, nonché all’Arma dei Carabinieri e a tutta la mia famiglia, impegnandomi affinché mai più si ripeta una simile condotta da parte mia», conclude il 38enne.
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