Canton Ticino | 3 Aprile 2025

Spaccio in Canton Ticino, i “cavallini” delle periferie

I pusher, spesso albanesi messi in strada da organizzazioni criminali, chiedono ospitalità agli acquirenti. O alloggiano in b&b e campeggi. Il giro nel Mendrisiotto: 80 interrogatori dopo un arresto

Tempo medio di lettura: 2 minuti

Giovani spacciatori, noti come “cavallini”, al servizio di organizzazioni criminali che sono in larga parte composte da albanesi. Pusher che in Canton Ticino stanno ampliando la loro attività nelle periferie, dove a seguito di arresti e sequestri la rete dello spaccio si rigenera continuamente, con nuovi “addetti ai lavori” che hanno il compito di mantenere vivo il mercato.

Caratteristiche e dinamiche del business legato al traffico di cocaina ed eroina hanno occupato uno spazio rilevante nelle inchieste condotte dalla polizia cantonale, e in particolare dalla sua sezione antidroga, durante tutto il 2024.

Inchieste oggetto di un dettagliato report da cui emergono anche altre tendenze, come l’abitudine dei pusher di trovare sistemazione a casa di chi acquista la droga: tossicodipendenti locali che forniscono un vero e proprio supporto logistico in cambio di sostanze, e che talvolta si mettono a disposizione anche per spacciare. Chi non trova questi appoggi, ripiega su bed and breakfast, campeggi o piccole pensioni, principalmente nelle zone periferiche.

La cocaina può arrivare sia da sud sia da nord – spiega la polizia cantonale – a seconda delle rotte prese e dei porti d’ingresso in Europa. La globalizzazione ha notevolmente influenzato i traffici internazionali di droga, offrendo maggiore flessibilità logistica ai trafficanti e moltiplicando i canali disponibili in risposta ai cambiamenti nei controlli sulle rotte o alle operazioni di contrasto delle forze dell’ordine.

Le inchieste svolte nel recente passato dalla polizia cantonale hanno riguardato anche il traffico di hashish, canapa e derivati. Su questo fronte le indagini si sono svolte soprattutto nel Mendrisiotto. Nel report 2024 della sezione antidroga viene sottolineato un episodio: l’arresto di un 26enne svizzero, nel mese di luglio, a seguito del quale è emersa una attività di spaccio che ha portato all’interrogatorio di un’ottantina di acquirenti, in prevalenza giovani adulti. Le analisi sullo stupefacente sequestrato – fa sapere la polizia – hanno rivelato un contenuto di THC vicino al 30%, superiore al 10-15% usuale: una percentuale elevata, che si collega anche a maggiori rischi per la salute dei consumatori.

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127