(Estratto dell’articolo di Miria Sanzone per il sito www.vconews.it) Sono quasi 170, precisamente 168, le donne vittima di violenza che nel 2024 hanno chiesto aiuto e sono state prese in carico dal Centro Antiviolenza del Vco.
Di queste, 65 sono state prese in carico per la prima volta. Numeri che crescono di anno in anno e che in occasione delle celebrazioni per l’8 marzo fanno ancora più riflettere.
D’altronde le cronache nazionali continuano a riferire di femminicidi, casi di stalking, abusi. Nel 2025 i soprusi a danno di donne di qualunque età non si arrestano. E il fenomeno è democratico: non riguarda solo donne inserite in contesti sociali e culturali più svantaggiati, ma anche professioniste, dottoresse, laureate, benestanti.
La violenza, tra le mura domestiche, non guarda in faccia a niente e nessuno. Un fenomeno che riguarda anche le giovanissime: “Comportamenti come il controllo di cellulari e social network, l’insistenza da parte dei ragazzi nei confronti delle coetanee per avere rapporti sessuali, sono purtroppo normalizzati e banalizzati dalle ragazze che li subiscono” dicono dal Centro Antiviolenza del Vco.
Le donne vittime di violenza prese in carico dal Ciss Ossola sono state complessivamente 49. Tra queste, 19 si sono rivolte agli Sportelli di ascolto per la prima volta, con 46 figli coinvolti e quindi vittime di violenza assistita, dato estremamente significativo. La situazione è piuttosto analoga anche sul territorio del Verbano che ha avuto in carico 66 donne complessivamente, di cui 18 accolte; 85 i figli, di cui 23 minori, vittime di violenza assistita.”
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