Il 2024 non è stato un buon anno per la vendemmia in Svizzera, chiusa con una produzione di 75 milioni di litri di vino: il 25,7% in meno rispetto al 2023: il secondo dato peggiore degli ultimi cinquant’anni.
Un calo dovuto principalmente a condizioni meteorologiche sfavorevoli – si apprende da una nota del Consiglio federale – e dalla conseguente diffusione della peronospora, malattia che fa marcire i frutti delle piante.
Il calo della produzione (-18,5% rispetto alla media degli ultimi dieci anni) ha colpito in particolare la Svizzera tedesca con una perdita del 36,9% e una produzione che si è fermata a 10,4 milioni di litri. Male il bilancio anche in Svizzera romanda: flessione del 23,8% rispetto al 2023 con una produzione di 60,6 milioni di litri. La Svizzera italiana (Canton Ticino e Val Mesolcina) ha registrato invece il calo minore: -15,6% con produzione di 4,2 milioni di litri.
«Le condizioni meteorologiche del 2024 hanno reso il lavoro dei viticoltori particolarmente difficile – sottolinea il Consiglio federale – Le gelate primaverili e il clima fresco e umido durante il periodo di fioritura hanno causato danni irreversibili alle rese. La primavera e l’estate sono state caratterizzate da condizioni di umidità, favorevoli allo sviluppo della peronospora nelle diverse zone viticole svizzere. Anche i lunghi periodi di pioggia e le temperature fresche hanno inciso sulla vendemmia, che si è protratta a lungo e pertanto i rischi di perdite di raccolto a causa del marciume sono stati più significativi. La pazienza dei viticoltori ha permesso all’uva di raggiungere la maturazione desiderata, seppure in alcuni casi con un tenore di zucchero minore rispetto agli anni precedenti».
Nonostante le problematiche, da Berna viene evidenziato che le prime degustazioni dei vini dell’annata 2024 hanno fatto emergere una qualità eccellente del prodotto: «Con il loro tenore alcolico talvolta più moderato, tali vini presentano eleganza e finezza». Infine una curiosità: nel 2024 la superficie viticola svizzera è ammontata a 14.482 ettari, con una flessione di 84 ettari rispetto al 2023.
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