Alto Varesotto | 1 Febbraio 2025

Giornata per la Vita, il CAV del Medio Verbano nel 2024 ha sostenuto 41 donne

In occasione della Giornata del 2 febbraio, l’associazione presenta un bilancio delle attività dello scorso anno e invita alle iniziative in programma nei prossimi giorni

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Domenica 2 febbraio si celebrerà la 47° Giornata per la Vita dal titolo, quest’anno, “Trasmettere la vita, speranza per il mondo”.

Nel messaggio dei vescovi per questa occasione si coglie una particolare attenzione per l’impegno quotidiano dei volontari dei Centri di Aiuto alla Vita (che in 50 anni hanno aiutato a far nascere oltre 280.000 bambini) a difesa della vita nascente.

I vescovi ringraziano e incoraggiano quanti si adoperano “per rimuovere le cause che porterebbero all’interruzione volontaria di gravidanza… offrendo gli aiuti necessari sia durante la gravidanza che dopo il parto”. Parole, queste, che appartengono alla legge 194/78, all’art. 5. Per questo sono nati i CAV in Italia e questo continuano a fare dal 1975: non per forzare la volontà delle donne, non per proclamare ideologie, ma per offrire loro una visione positiva della realtà. Prima di tutto la verità di una vita che pulsa già dentro di loro, poi la possibilità di essere aiutate economicamente e sostenute in un rapporto amichevole.

Il Centro di Aiuto alla Vita del Medio Verbano odv ha continuato anche nel corso del 2024 la sua opera di sostegno alle famiglie del territorio sia nella sede di Laveno Mombello sia in quella di Voldomino, dove si alternano 28 volontarie.

Il primo dato da sottolineare è l’unità di questo gruppo formato da volontarie “veterane” e alcune nuove: ognuna con una storia diversa, con compiti scelti in piena libertà, con disponibilità di tempo diverso, ma tutte accomunate dalla fiducia reciproca e dalla convinzione che ogni vita umana è sacra e va curata dal concepimento alla sua fine naturale.

Nel 2024 le volontarie hanno incontrato 41 donne, prima o subito dopo il parto, e, nel corso dell’anno da poco terminato, sono nati 8 bambini. In grande maggioranza sono di origine straniera (più del 90%). Il motivo per cui si rivolgono al CAV riguarda problemi economici, dovuti a mancanza di lavoro stabile o a debiti difficili da sanare. Le prestazioni offerte alle donne, quindi, riguardano aiuti in natura, contributi per l’affitto o le bollette dei servizi essenziali, oltre al sostegno psicologico ed educativo anche con visite a casa e con servizio di baby sitting. Si è cercato di uscire da un ambito strettamente assistenziale per favorire una necessaria autonomia delle mamme aiutandole ad accedere a corsi di formazione, al conseguimento della patente, all’apprendimento della lingua italiana e favorendo la frequenza dei figli al nido.

Se si volge lo sguardo alla storia del CAV del Medio Verbano, nato nel 1983, si può ben vedere come sia cresciuto: dalle 9 donne aiutate nel 1995 alle 113 del 2014 alle 41 del 2024. Dati che, però, non forniscono un quadro della povertà aumentata o diminuita, secondo i numeri citati.

Dal 1995 al 2014 il CAV si è fatto conoscere nel territorio, ha iniziato una buona collaborazione con i Servizi Sociali e le realtà ecclesiali, ha usufruito di progetti regionali a favore della maternità ed è riuscito a raggiungere spesso donne nei primi tre mesi di gravidanza.

Dal 2014 ad oggi è cambiato fortemente il contesto socioculturale: «La povertà è “costante”, – raccontano le volontarie – aumentano le famiglie problematiche già seguite e mai uscite da situazioni difficili; aumentano le donne straniere che non conoscono la lingua italiana e sembra non abbiano interesse ad impararla. La denatalità si sente anche nel nostro territorio e non più solo tra gli italiani. Inoltre la mentalità dominante dell’individualismo e della chiusura alla vita ha portato a considerare l’aborto la soluzione ai problemi che inevitabilmente si pongono davanti all’arrivo di un figlio, soprattutto in un contesto di disagio sociale ed economico. La diffusione dei metodi contraccettivi detti “di emergenza” e la diffusione dell’aborto farmacologico completa il quadro».

«È necessario – concludono – continuare sulla strada che il CAV ha intrapreso allargando lo sguardo sulla formazione culturale e approfondendo i bisogni reali delle mamme, consapevoli che “ogni nuova vita è speranza fatta carne”».

Il CAV del Medio Verbano sarà presente con la vendita di primule e con la raccolta di fondi in diverse parrocchie della zona sabato 1 e domenica 2 febbraio durante le Messe.

Venerdì 14 febbraio alle ore 21 presso la chiesa di S. Anna a Besozzo il dottor Michele Barbato presenterà la figura del Servo di Dio dottor Giancarlo Bertolotti, “un medico per la vita”, ginecologo che ha speso la sua vita per salvare le mamme e i loro bambini.

Venerdì 28 febbraio alle ore 21 presso la chiesa del Convento di Azzio si terrà invece un “Canto per la vita” con la partecipazione del Coro Valtinella per gustare insieme la bellezza della vita umana con la musica e le parole.

Qui ulteriori dettagli sul CAV del Medio Verbano e sulle iniziative in programma.

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