Contributo a cura dell’associazione Parole in viaggio APS, che da anni lavora nel settore della lettura scenica, cioè della lettura ad alta voce di letteratura per adulti e per l’infanzia. Il testo che riportiamo di seguito riguarda un’iniziativa organizzata dall’associazione per la Giornata della Memoria, allo scopo di invitare gli alunni di diverse scuole dell’alto Varesotto a riflettere sul valore odierno della diversità
Uno degli appuntamenti oramai fissi da anni è quello di portare nelle scuole della provincia una selezione di letture per onorare – come possiamo e come sappiamo – il Giorno della Memoria.
Siamo partiti nel 2021 (in pieno Covid, quando abbiamo prodotto un bellissimo video girato all’interno di palazzo Verbania) e siamo arrivati al 2025 con una serie di letture per due classi della secondaria di Germignaga e Castelveccana (24 gennaio u.s.), e cinque classi della secondaria in palazzo Verbania (27 gennaio u.s.) e due classi della secondarie di Dumenza e Maccagno (28 gennaio u.s.). Nove classi di occhi spalancati davanti ai racconti delle atrocità durante la Shoah.
Abbiamo raccolto letture seguendo un filo logico prestabilito: il viaggio verso i campi di sterminio, l’arrivo nei campi e la selezione, il ritorno a casa (spesso estremamente difficoltoso per il senso di colpa provato dai sopravvissuti e per il disinteresse di ascoltare ancora, a guerra finita, racconti delle atrocità).
Abbiamo anche deciso di chiudere la raccolta di letture con alcuni esempi dei “Giusti fra le Nazioni”, non ebrei che hanno rischiato la vita pur di difendere, nascondere ed aiutare gli ebrei.
Lo scopo di associazioni come la nostra è proprio questo. Intervenire con una funzione sociale, che consente di avvicinare la lettura (e in questo caso la conoscenza) a chi è interessato. E portare non solo il ricordo di quel terribile periodo, ma anche il messaggio che ad essere colpiti non sono stati solo ed esclusivamente gli ebrei, ma anche i non ebrei: comunisti, rom, omosessuali, diversamente abili.
Tutti – assieme agli ebrei – accomunati dalla considerazione che erano tutti uguali agli occhi del nazismo in quanto diversi. E questo, allora, riporta il Giorno della Memoria prepotentemente ai giorni nostri, dove ancora la diversità è usata per dividere. Mentre deve essere motivo per unire, perché la diversità è ricchezza, e tutti noi dobbiamo accettarla e farla nostra.
Ecco, quest’anno in particolare abbiamo cercato di suggerire ai ragazzi e ragazze che abbiamo incontrato di riflettere su questo. La Shoah può essere molto lontana dai loro pensieri, ma i motivi alla base di quel terribile periodo sono, purtroppo, ancora molto presenti nella vita di tutti i giorni.
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