C’è anche la fotografa luinese Giovanna Marino nel piccolo gruppo di artisti e creativi che lunedì 27 gennaio è volato ad Amsterdam, in occasione della Giornata della Memoria, per partecipare a una piccola cerimonia privata alla “Anne Frank House Museum”.
Qui, infatti, il cortometraggio di danza “Anna, fiore della Shoah | La forza della Memoria”, di cui Marino è la fotografa di scena, è stato presentato nella casa-museo di Anne Frank, dove la delegazione – che comprendeva anche il regista e coreografo Tony Lofaro, Cristina Pini, interprete di Anne sia nello spettacolo teatrale sia nel film, Martina Battaini, assistente alla regia e alle coreografie, e Daniele Chatrian, responsabile delle riprese e dell’editing – è stata accolta da Levien Rouw e Fanni Heédi, responsabili degli affari internazionali e dei progetti educativi di questo importante spazio museale.
A loro, e dunque alla casa-museo, sono stati donati una fotografia (che è lo scatto scelto come copertina del corto) e una targa speciale contenente un QR code che permette a chiunque lo inquadri di visionare direttamente il cortometraggio.
Nato come evoluzione dello spettacolo teatrale Anna, Diario figlio della Shoah, il corto, ideato e diretto da Lofaro, prodotto da OroCreative e lanciato un anno fa su YouTube, si avvale anche della prestigiosa partnership del Teatro degli Arcimboldi di Milano, in cui è stato girato, e vuole essere insieme un tributo alla memoria e un ponte tra passato e presente.
Attraverso la storia di Anne Frank, che per lui si rivela come tema inclusivo e capace di ispirare le generazioni future attraverso il teatro, la danza e le immagini, Lofaro ha voluto offrire agli spettatori un frammento della vita di Anne mai raccontato nella versione teatrale, concentrandosi sugli ultimi giorni nel campo di sterminio di Bergen-Belsen: un intenso spaccato fra ricordi, suggestioni e allucinazioni della giovane rimasta sola, che ritrova amici e persone conosciute nella sua vita, talvolta vicine a lei, altre che la osservano da lontano. Come in un bellissimo sogno, appare il prezioso diario rimasto, nella realtà, nel suo nascondiglio segreto mentre lei si allontana scomparendo nel buio, in un incrocio fra la vita e la morte.
Oltre a Cristina Pini nel ruolo di Anne, il corto vanta un cast di otto danzatori solisti – Kevin Bhoyroo, Alessia De Fazio, Stefania De Leo, Davide Fortin, Alessia Gorini, Stefano Ledda, Arianna Lenti, Luca Ronci – e un ensemble composto da quindici allievi della “MTS, Musical The School” di Milano, diretta da Simone Nardini.
«Credo che l’arte necessiti di allineamenti, anime e cuori che pulsino nella stessa direzione e, per me, avere Giovanna Marino nel progetto Anna Frank significa innalzare tutto l’orrore della Shoah in poetica e verità attraverso la sua fotografia… mai scontata, materica, onesta, in movimento», afferma Tony Lofaro, con cui la fotografa luinese collabora da diversi anni.
Questo in particolare, spiega Marino, è un progetto nato sei anni fa: «In una lunga telefonata Tony mi spiegò la sua idea e il desiderio di voler raccontare in immagini le sue visioni – racconta – Siamo partiti dal reportage in costruzione di spettacolo, ma, quasi immediatamente, mi venne in mente di ritrarre i personaggi in veri e propri portrait cinematografici, da cui nacque poi una mostra fotografica al debutto dello spettacolo al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano. Fu per me molto intenso vedere le persone fermarsi così tanto di fronte a quei visi che rappresentavano in maniera così realistica un gran dolore, paura e rabbia… ecco per me la fotografia è questo: andare oltre e raggiungere con emozione e verità, oltre la messa in scena. La fotografia è memoria, e in questo progetto vuole essere, come mi chiedeva il regista, una sorta di poesia».
«Il progetto non si è fermato e la sua evoluzione è il cortometraggio che ieri è volato ad Amsterdam ed è stato accolto nella Anne Frank Huis, un luogo dove, attraverso appunto le fotografie, gli scritti e le testimonianze, dovremmo soffermarci per non ripeterci. Ad ogni modo – conclude Giovanna Marino – far parte ed essere chiamata per raccontare con i miei occhi un progetto teatrale è ciò che porto avanti nella mia mission su più fronti fotografici. Questo progetto fa parte del pensiero racchiuso da sempre nel mio motto, “dove non arrivano i ricordi c’è una fotografia”».
Lo scatto di copertina ritrae il gruppo nell’ufficio di Otto Frank, che di norma non è aperto al pubblico, in cui la delegazione è stata accompagnata in visita dal direttore responsabile.
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