Il servizio militare svizzero al centro di un sondaggio che verrà proposto ai giovani, per sapere cosa ne pensano dell’esperienza da reclute e per capire come il servizio – obbligatorio, oltre confine, nell’anno di compimento del diciottesimo anno di età – influisca sulla vita privata e sulla gestione del tempo libero.
Lo studio è a cura dell’Istituto di medicina evolutiva dell’Università di Zurigo e verrà portato avanti nei sei centri di reclutamento dell’esercito svizzero. Coinvolgerà la classe del 2025 e si svilupperà nell’arco di cinque anni con sondaggi online.
Tra le finalità dell’iniziativa c’è anche il miglioramento del modello di istruzione proposto, in una fase in cui la politica si sta occupando, attraverso una serie di modifiche legislative, di migliorare l’apporto di personale per l’esercito e per la protezione civile.
«Oltre alle persone soggette all’obbligo di prestare servizio militare, il sondaggio comprenderà anche i militi della protezione civile, le persone che prestano servizio civile nonché le persone risultate non idonee al servizio», spiega l’Amministrazione federale nel presentare l’iniziativa. Ciò consentirà di procedere a un confronto tra i diversi tipi di servizio relativamente alle sfide sin qui rilevate per il servizio obbligatorio, quali la conciliabilità con la vita civile, il significato attribuito all’adempimento del servizio, l’istruzione dei quadri o la cultura organizzativa. Le future decisioni potranno pertanto essere fondate su basi scientifiche più estese».
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