Aggiornamento ore 15 del 3/01 (dal sito www.vconews.it)
In seguito alla frana verificatasi sulla parete est del Monte Rosa, con una grande quantità di detriti che sono arrivati fino all’alpe Pedriola, il sindaco di Macugnaga Alessandro Bonacci ha emesso un’ordinanza che prevede il divieto assoluto di avvicinamento, escursionismo, alpinismo e scialpinismo in tutta la zona.
In particolare il divieto riguarda l’area sottesa dalla sponda sud del lago delle Locce a quota 2220 metri fino al Colle delle Locce o della Grober a quota 3334 metri e delimitata a ovest dal ghiacciaio delle Locce e a valle dalla punta orientale Tre Amici e a est dalla parete del Colle della Grober.
L’ordinanza è valida a tempo indeterminato, fino alla revoca che potrà essere emessa solo dopo gli accertamenti sulla cessazione dello stato di pericolo del versante franoso.
Nelle ultime ore, gli elicotteri dei vigili del fuoco hanno sorvolato l’area per tenere sotto controllo il rischio di ulteriori distacchi di materiale franoso.
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In seguito alla grossa frana staccatasi dalla “Punta Tre Amici”, situata a oltre 3000 metri di quota sulla parete est del Monte Rosa, lo scorso 31 dicembre, proseguono senza sosta le operazioni di monitoraggio da parte del personale specializzato dei vigili del fuoco.
Ieri, 2 gennaio, il Reparto Volo Lombardia ha messo in campo il “Drago 166”, uno degli elicotteri di punta della flotta regionale, per trasportare in quota un team di operatori SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) che ha provveduto a eseguire dei rilievi dell’area colpita dallo smottamento.
L’obiettivo dell’intervento, spiegano gli stessi vigili del fuoco, è stato quello di quantificare il materiale franato e raccogliere elementi utili per valutare il grado di stabilità del movimento franoso in atto.
Secondo quanto riferito da VcoNews, gli accumuli di materiale franoso sono giunti fino alla sponda est del lago delle Locce, a 2.200 metri di quota. Attualmente, inoltre, la nicchia di distacco della frana si presenta instabile e continuano a originarsi ulteriori distacchi di materiale, seppur di dimensioni ridotte.
Le informazioni raccolte dai reparti specialistici e specializzati permetteranno così agli enti competenti di definire i passi successivi, come la pianificazione di attività di monitoraggio del fenomeno franoso e la messa in sicurezza dell’area e dei residenti, nonché la protezione del patrimonio ambientale e la prevenzione dei rischi naturali nelle zone montuose dell’arco alpino.
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