Come preannunciato alcuni giorni fa, il 7 gennaio riprenderanno i lavori a cura di Alfa Srl lungo la SP69, tra Germignaga e Porto Valtravaglia, per la posa della condotta che collegherà il depuratore di Porto-Trigo, in dismissione, a quello di Luino-Voldomino.
In tutto si tratta di ben sei chilometri di tubazioni, di cui più di tre già completati, e di un investimento che supera i 4,5 milioni di euro: un intervento «indispensabile – spiegano i responsabili di Alfa – non solo per garantire la prevenzione dell’inquinamento nelle acque del Lago Maggiore, ma anche per evitare l’apertura di un’infrazione comunitaria e le conseguenti pesanti sanzioni che potrebbero ricadere sul territorio: si tratta potenzialmente di milioni di euro d’ammenda per le amministrazioni locali».
Il cantiere porterà necessariamente alla chiusura della SP69 per i tratti di volta in volta interessati, secondo le modalità già collaudate nei mesi scorsi per la prima parte dei lavori (da Porto Valtravaglia fino alle porte di Germignaga), almeno fino alla fine del mese di maggio.
I lavori, come spiega anche l’amministrazione comunale di Germignaga, saranno suddivisi in tre fasi, con la prima che prenderà avvio a partire da lunedì nell’area di via Bodmer/ incrocio via IV Novembre. E, con l’intento di garantire la massima sicurezza, il traffico sulla SP69 verrà deviato sulla SP31, come avvenuto nelle fasi precedenti di lavoro.
Data la complessità e ampiezza dell’opera, i lavori proseguiranno per diversi mesi, ma per velocizzarne l’esecuzione si lavorerà anche il sabato ogniqualvolta le condizioni lo permetteranno.
«Il passaggio “consentito ai soli residenti” – chiarisce ulteriormente l’amministrazione – riguarderà esclusivamente i tratti di via IV novembre/via Ongetta, che saranno funzionali quali bypass per i residenti in zona per superare il tratto interessato dai lavori. Il centro di Germignaga rimarrà, com’è naturale, di libero accesso».
«Ci rendiamo conto delle inevitabili ripercussioni per la circolazione – aggiungono i tecnici di Alfa – e per questo siamo in costante contatto con le amministrazioni comunali interessate e le loro polizie locali, al fine di garantire tutte le migliori alternative viabilistiche e il massimo delle informazioni ai cittadini».
Il cantiere per la dismissione dell’impianto di Porto Valtravaglia e il collettamento a quello di Luino Voldomino non si è mai fermato, ma negli ultimi tempi è stato meno visibile perché ha interessato aree poco urbanizzate e con una rete stradale molto meno frequentata.
In particolare, si è provveduto alla posa delle tubazioni nella zona più vicina all’impianto di Luino, utilizzando, tra l’altro, la tecnologia TOC (trivellazione orizzontale controllata) che consiste nell’esecuzione di due piccoli scavi, all’inizio e alla fine del tracciato interessato, per poi eseguire con appositi macchinari ed attrezzature un tunnel nel quale inserire la tubazione. Questa tecnologia è stata utilizzata in tre occasioni: due volte per attraversare il Fosso Mordiscia e una per posare la condotta – della lunghezza di ben 180 metri – sotto il letto del Torrente Margorabbia.
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