Valorizzare il patrimonio archeologico e antropologico della provincia di Varese. E’ lo scopo della rassegna intitolata “I sabati della Bioarcheologia”, che l’11 ottobre fa tappa a Leggiuno. In programma, dalla 11 alle 12.30, una visita con presentazione storica alla chiesa dei Santi Primo e Feliciano.
La visita guidata
La presentazione, in via S. Primo, 5, sarà guidata dall’associazione Lezedunum e dalla dottoressa Nicol Rossetti, borsista di ricerca dell’Università dell’Insubria. Hanno collaborato alla realizzazione dell’evento anche il Comune di Leggiuno e la Comunità pastorale dei santi Primo e Feliciano.
Testimonianze storiche a Leggiuno
Nel corso della visita a Leggiuno verrà approfondito il ruolo delle ricerche bioarcheologiche nella riscoperta delle testimonianze storiche e artistiche. Un’occasione per esplorare il sito e il suo potenziale significato nell’ambito delle indagini archeologiche del territorio.
I contatti
Per partecipare è necessaria la prenotazione con una mail a info@bioarcheo.it. Per ulteriori informazioni visitare il sito www.bioarcheo.it e il sito www.uninsubria.it.
Il progetto
I sabati della Bioarcheologia nascono nell’ambito del progetto I paesaggi della Valcuvia, del Dipartimento di Biotecnologie e scienze della vita dell’Università dell’Insubria. Il programma, composto da quattro incontri, è stato finanziato dal bando Emblematici provinciali 2019 di Fondazione comunitaria del Varesotto e Fondazione Cariplo, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio e con la Diocesi di Como. Tra i partner anche la Parrocchia di San Giulio Prete, la Parrocchia della Beata VErgine Annunziata, l’associazione Amici di San Biagio, la Società storica varesina, il Comune di Azzio, il Comune di Caravate e il Comune di Cittiglio.
Le prossime tappe
Il prossimo incontro si svolgerà il 19 ottobre al Bioarchivio di Caravate. La dottoressa Roberta Fusco, assegnista di ricerca dell’Università dell’Insubria, terrà un laboratorio di antropologia fisica. I partecipanti, guidati dagli antropologi dell’ateneo, potranno analizzare da vicino i reperti ossei provenienti dai siti della provincia.
Per concludere, sabato 9 novembre, visita guidata alla Cripta della chiesa dei santi Eusebio e Antonio ad Azzio. I visitatori scopriranno i dettagli delle ricerche bioarcheologiche condotte in un contesto funerario. Ad accompagnare il gruppo sarà la dottoressa Maria Licata, responsabile scientifico del progetto.

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