Germignaga | 5 Ottobre 2024

Germignaga, ricordi dal passato: l’incanto dei canestri

Viaggio nel tempo fino al 1868, tra foulard di seta e limoni donati dai fedeli. Una tradizione che si rinnoverà con i 350 anni dell'inaugurazione della statua della Beata Vergine del Rosario

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(Renzo Fazio, dalla pagina Facebook Germignaga, ricordi dal passato) Domenica 6 ottobre, prima domenica del mese, si svolgerà con inizio alle ore 16 l’antica e tradizionale processione della Madonna del Rosario. Festa che prevede molti altri appuntamenti come da locandina allegata (vedi foto di copertina, ndr).

Nella stessa giornata ricorre il 350esimo anniversario della solenne inaugurazione della statua della Beata Vergine del Rosario, avvenuta proprio il 6 ottobre 1674. Statua inizialmente collocata sull’altare maggiore dell’antica chiesa di San Giovanni Battista, ai quei tempi chiesa parrocchiale.

Finito il rito religioso, la processione si conclude con il sempre caratteristico “incanto dei canestri” che avviene fuori dalle porte della chiesa, e si svolge mettendo all’asta beni di diverso genere donati dai fedeli. Certamente atteso e seguito a volte con curiosità da qualche turista presente, è il momento in cui i battitori salgono in piedi sul bancone e iniziano a bandire uno alla volta i beni a disposizione, proponendo a loro discrezione l’iniziale prezzo. Da questa quotazione, incominciano poi ad essere proposte dai presenti offerte a rialzo, assegnando il bene al migliore offerente, dopo tre “chiamate” senza nuove offerte.

Tradizionalmente all’asta vanno bottiglie di liquori o di vino, torte, cesti di frutta o altri prodotti locali. A volte, visto il periodo, può esserci qualche cesto di porcini e sempre più raramente qualche preda di cacciatori, mentre non mancano mai diverse confezioni di croccante, il dolce che tipicamente a Germignaga viene preparato in occasione di questa festa.

Ma è sempre stato così? Per certi versi sì, ma la tipologia dei beni offerti dalla popolazione era molto differente nei secoli addietro. Effettuando alcune ricerche nell’Archivio Parrocchiale di Germignaga, ho trovato che, oltre 150 anni fa, le offerte venivano raccolte non solo il giorno della festa, ma anche nei restanti mesi dell’anno.

Ad esempio, in occasione della Madonna del Rosario del 1868 la maggior parte degli incassi fu originata dall’offerta di “fazzoletti” dei mesi di gennaio, giugno e agosto, a seguire dalle offerte pervenute di “galette”, esclusivamente registrate nel mese di giugno. Non ne ho la certezza, ma presumo che entrambi questi beni fossero strettamente connessi alla principale fonte di reddito e di lavoro di quei tempi e cioè l’attività serica e bacologica che ormai da tempo era diventata predominante a Germignaga.

Per questo i “fazzoletti” erano con molta probabilità dei foulard di seta forse realizzati artigianalmente, mentre le “galette” i rami di erica o di ginestra sui quali venivano adagiate le larve del baco da seta ormai giunte alla fine del loro ciclo vitale e quindi pronte per iniziare la filatura del bozzolo. Undici giorni dopo il bozzolo doveva venire prelevato e subito dipanato per ottenere il prezioso filo di seta. Operazione che normalmente avveniva fra le festività di San Giovanni Battista e quella di San Pietro e Paolo (24 e 29 giugno).

Da qui forse la motivazione del perché queste offerte si trovano contabilizzate nel libro di cassa solamente nel mese di giugno. Altri introiti minori provenivano dalle offerte di limoni pervenute nel mese di luglio, ma non mancavano importi in denaro raccolti il giorno stesso della festa o quelli pervenuti per l’acquisto di candele e ceri per le funzioni religiose.

Un’ultima notizia relativa a quella Madonna del Rosario del 1868: non ebbe luogo la prima domenica di ottobre, come da tradizione, a causa della disastrosa esondazione del Lago Maggiore che aveva colpito in quei giorni tutti i paesi rivieraschi. Il Parroco di allora, Don Luigi Cortellezzi misurò il livello raggiunto dalle acque presso la casa parrocchiale che a quei tempi si trovava nell’attuale via Cadorna, rilevando un’altezza di ben 3,30 metri dal suolo!

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