Accessi non autorizzati all’ospedale di Cuasso al Monte, incursioni con il favore del buio. L’Asst Sette Laghi corre ai ripari e annuncia un servizio di vigilanza notturna. Sarà in vigore dal 9 settembre.
«Una pattuglia perlustrerà le diversi sedi del complesso ospedaliero ogni notte, con più passaggi in orari sempre diversi». Lo fa sapere l’azienda sanitaria in una nota.
Nota che arriva a seguito di diversi episodi spiacevoli e anche pericolosi. Primo su tutti l’incendio che la scorsa settimana ha interessato il piano terra e il primo piano. Un incendio forse di matrice dolosa. Dopo il fatto, inoltre, il Comitato per l’ospedale ha scoperto la profanazione della chiesetta della struttura ospedaliera. Mentre lo scorso luglio due youtuber erano entrati nell’ospedale per effettuare delle riprese con il cellulare, poi finite in un video che ne documenta il degrado.
«Da mesi, complice forse anche un certo rilievo mediatico, abbiamo assistito ad un aumento delle incursioni non autorizzate nella nostra sede di Cuasso», commenta il dottor Ugo Palaoro, direttore amministrativo di Asst Sette Laghi.
Lo stesso Palaoro sottolinea che la sede «è chiusa in attesa dell’avvio degli importanti lavori di ristrutturazione che, entro la fine dell’anno, interesseranno il padiglione della Medicina per realizzare l’ospedale di comunità». Il dirigente specifica che l’ospedale «in questo momento è chiuso, non abbandonato, come impropriamente ho sentito dire. Non solo contiene materiale dell’azienda, ma soprattutto è oggetto di studi e progetti di investimento di svariati milioni di euro».
Il servizio di vigilanza notturna per l’ospedale di Cuasso è frutto in un iter avviato ad inizio estate e finanziato dall’Asst Sette Laghi. Un servizio fortemente voluto anche dal territorio, e in particolare dall’amministrazione comunale del piccolo borgo della Valceresio. A questo proposito, il sindaco di Cuasso al Monte, Loredana Bonora, si è detto disponibile a collaborare con l’azienda sanitaria per rafforzare sorveglianza e protezione del nosocomio.
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