Superato Ferragosto, per molti studenti si avvicina sempre di più il momento del ritorno sui banchi di scuola, nel mese di settembre.
In Lombardia i primi a rientrare in classe saranno gli alunni delle scuole dell’infanzia, giovedì 5 settembre, mentre una settimana dopo, il 12 settembre, toccherà a tutti gli altri studenti dei vari ordini e gradi di istruzione e dei percorsi di istruzione e formazione professionale.
Per loro le lezioni termineranno il 7 giugno 2025, mentre i più piccoli concluderanno la scuola dell’infanzia il 30 giugno 2025.
Di seguito i periodi di festività stabiliti dalla normativa nazionale e i tradizionali periodi di vacanza:
– tutte le domeniche;
– 1 novembre – Tutti i Santi;
– 8 dicembre – Immacolata Concezione;
– dal 23 dicembre al 6 gennaio – Vacanze natalizie;
– i 2 giorni antecedenti l’avvio del periodo quaresimale – vacanze di Carnevale;
– dal 17 aprile al 22 aprile – Vacanze di Pasqua
– 25 aprile – Anniversario della Liberazione d’Italia;
– 1 maggio – Festa del Lavoro;
– 2 giugno – Festa della Repubblica Italiana;
– festa del Santo Patrono, secondo la normativa vigente.
Il ritorno in classe, però, non sarà facile per gli alunni lombardi: sono infatti 16mila le cattedre vacanti da coprire entro il 12 settembre e «soltanto 10mila sono destinate alla stabilizzazione, – spiega, in un servizio Rai, il segretario regionale Flc Cgil Massimiliano De Conca – quindi 6mila cattedre saranno da coprire con supplenze, a cui se ne aggiungeranno 12-13mila per i posti di sostegno».
Non solo: la ricerca delle quasi 20mila supplenze sarà gestita dalle segreterie amministrative, a loro volta a corto di 700 persone e sono invece 200 i dirigenti scolastici che mancano su 1.100 istituti.
«Tutte le procedure inizieranno a rilento – prosegue De Conca – in più c’è una seconda fase di immissioni in ruolo che partirà solo a settembre inoltrato, tra cui 1.800 docenti di scuola primaria che, se tutto va bene, arriveranno entro la metà di ottobre». Nel complesso, su 130mila lavoratori della scuola, tra docenti e personale Ata, sarà precario più di uno su quattro.
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