«Sono più di quattro anni che periodicamente, in estate, evidenziamo un problema strutturale relativo alle degenze in ospedale, che oggi ha raggiunto un livello insostenibile, vale a dire quello della climatizzazione degli ambiente. Ogni anno se ne parla, l’anno scorso c’era stata l’ondata di ventilatori e condizionatori, fondamentali per un mese e mezzo, ma non è più possibile una situazione così».
Con queste parole, durante l’ultima seduta di consiglio comunale di settimana scorsa, il capogruppo di “Sogno di Frontiera”, nonché medico cardiologo Franco Compagnoni, ha denunciato un disagio che vivono non solo i pazienti, ma anche parte del personale sanitario all’interno della struttura.
«Si tratta di un intervento che è necessario fare, anche guardando i lavori in corso in Pronto soccorso, opere senza dubbio nobilitanti, ma che nel contesto della Lombardia dovrebbero essere più veloci, non così lenti – prosegue ancora Compagnoni -. Per non parlare della strada verso il parcheggio… la situazione manutentiva e strutturale dovrebbe essere imprescindibile da ogni questione».
Compagnoni, allo stesso tempo, è soddisfatto dell’annuncio per la riqualificazione delle sale operatorie e dell’arrivo di tre figure specializzande in ortopedia. «Dà molto entusiasmo e freschezza, ma vi è anche un ulteriore limite di operatività. Giuridicamente, infatti, hanno bisogno di un tutor. Dopo aver salutato la dottoressa Lorella Burroni, che è andata in pensione dopo il suo lavoro straordinario in questi anni, gli ortopedici strutturati sono passati da tre a due, con la proiezione verso la fine dell’anno che ci vedrà avere il solo primario Masola a causa di un ulteriore pensionamento. Quindi va bene l’arrivo degli specializzandi, ma bisogna anche segnalare l’attività depotenziata, anche nel rispetto delle aspettative della cittadinanza».
A condividere le parole di Compagnoni sia il consigliere e capogruppo di “Azione civica per Luino e frazioni”, Furio Artoni, che il sindaco Enrico Bianchi. «Condivido la battaglia per l’ospedale di Compagnoni, una delle voci più autorevoli del territorio, per segnalare che abbiamo bisogno di attenzioni. Il suo contributo è essenziale e importante», spiega Artoni.
Per il primo cittadino il problema del personale è una situazione che si trascina da anni, ma spiega che il confronto con l’ASST è sempre attivo, come nel caso dell’accoglienza degli specializzandi. «Insieme alla Parrocchia, collaborando con don Daniele e don Beppe, ci siamo resi disponibili ad avviare un progetto per il loro alloggio. Il nostro senso di appartenenza nei confronti dell’ospedale è sempre forte, e cercheremo in tutti i modi di far presente e risolvere queste criticità».
© Riproduzione riservata








Vuoi lasciare un commento? | 0