Tentato omicidio è l’accusa contestata ad un 22enne marocchino irregolare e a due italiani di 30 e 28 anni, senza fissa dimora e noti nel panorama locale dello spaccio, per il ferimento di una prostituta nigeriana, raggiunta da un colpo di arma da fuoco mentre si trovava nel Parco Pineta di Tradate.
I fatti risalgono al pomeriggio del 7 aprile scorso, ma la svolta nelle indagini – coordinate dalla Procura di Varese e portate avanti dai carabinieri di Tradate – è arrivata oggi, con l’esecuzione di tre ordinanze di custodia cautelare, di cui due in carcere per il 22enne straniero e per il 30enne italiano; per il connazionale di quest’ultimo è stato invece disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Il colpo di pistola, in quel pomeriggio di inizio aprile, sarebbe partito per questioni riguardanti il territorio di spaccio. Un vero e proprio agguato, secondo chi indaga, scattato dopo che i due italiani avevano notato la presenza della donna nel parco e avevano informato due pusher magrebini, che usciti dal bosco, in prossimità del parco, avevano minacciato di morte la donna, dicendole di andarsene. E mentre la donna si allontanava in auto con un cliente fu raggiunta da un colpo di pistola all’addome.
La prostituta fece in tempo a notare uno dei due magrebini con una pistola in mano, puntata verso di lei. Dopo lo sparo chiese aiuto ad una connazionale, che a sua volta si stava prostituendo nel parco; entrambe, poi, videro i due italiani intenti a pulire il terreno, probabilmente per rimuovere le macchie di sangue. Alla fine la donna raggiunta dal colpo di pistola fu soccorsa da un passante e trasportata all’ospedale di Tradate, dove fu sottoposta ad un intervento chirurgico.
La posizione degli indagati – che devono rispondere anche di spaccio insieme ad una donna italiana di 26 anni – è al vaglio dell’autorità giudiziaria.
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