(Roberto Bramani Araldi) Finalmente il 12 giugno, al terzo tentativo dopo due precedenti rinvii probabilmente dovuti alle condizioni atmosferiche non favorevoli, ha potuto aver luogo la cerimonia d’intitolazione dell’area giochi di Brezzo di Bedero, posta sopra la Terrazza Belvedere Pasquè, che sarà denominata Area Fiamme Gialle d’Italia in occasione del 250° anniversario della fondazione della Guardia di Finanza.
La zona, appollaiata su una leggiadra protuberanza collinare tale da poter offrire uno spettacolo panoramico di rara avvenenza, con il paese, il lago e i monti che fanno da leggiadro contorno, si era abbigliata con puntigliosa serietà per l’avvenimento, con il gazebo per gli invitati, la passatoia rossa – evitiamo il termine inglese red carpet tanto abusato – e uno schieramento di autorità davvero imponente: dai molteplici sindaci del territorio, neo-eletti in molti casi, alle rappresentative del corpo della Guardia di Finanza – naturalmente – dei Carabinieri, degli Alpini, dei Bersaglieri oltre alla Protezione Civile e alla Croce Rossa.
Non potevano certo mancare i bimbi della scuola materna e dell’asilo, allineati su una delle panche in sasso, con le loro bandierine tricolori strette nelle mani, un po’ stupiti e straniti da tutto quell’andare e venire in un luogo che avrebbe dovuto essere solamente di loro indiscussa proprietà.
Il cerimoniale è praticamente decollato con la presentazione dell’interprete principale: il generale di brigata Crescenzo Sciaraffa, comandante della Guardia di Finanza di Varese, il quale, passato in rassegna lo schieramento dei finanzieri, assiste al suggestivo alza bandiera, accompagnato dall’inno di Mameli, come sempre coinvolgente a livello emotivo.
Ovviamente a prendere la parola per primo è in sindaco di Brezzo di Bedero Daniele Boldrini, che, dopo aver ricordato alcuni nomi dei caduti del corpo come testimoni della fedeltà al servizio, dato che in tutti esiste la percezione intensa del dovere, cita Giuseppe Mazzini e il suo aforisma “Ogni diritto è figlio del dovere compiuto”.
Il generale Sciaraffa compie dapprima un excursus storico, ricordando che il corpo fu fondato dal re di Sardegna Amedeo III come Legione Truppe Leggere nel 1874, come tutela dell’interesse pubblico in difesa della legalità economico finanziaria, quindi che a Brezzo di Bedero, in via Roma, dal 1851 al 1877 vi fu la caserma delle Regia Guardia Doganale, di cui si riesce ancora oggi a intravedere una pallida immagine dello stemma del tempo. Esorta i bimbi a prendersi per mano, in segno di una fratellanza che possa accompagnarli lungo la vita, come del resto è ripetuto nell’inno italiano.
Il prefetto Rosario Pasquariello cita il concorso del corpo alla sorveglianza dei confini terrestri e marittimi e il loro grande valore nell’ambito del soccorso, ricorda i tre finanzieri recentemente scomparsi nel corso di un’esercitazione come esempio dello spirito di sacrificio, nel quale è contemplato il rischio della vita anche per affinare le doti necessarie per garantire ai cittadini un’esistenza protetta.
La lettura della preghiera del finanziere da parte di Sara Boldrini, la scopertura della targa celebrativa e della scultura dell’artista Sandro Morandi ha preceduto la conclusione della cerimonia officiata dalla benedizione del parroco don Luca Ciotti. La lenta discesa verso il Pasquè della cospicua rappresentanza delle Autorità è accompagnata dalla sparuta presenza degli abitanti del territorio in sintonia con le scarse nubi intente a creare i consueti giochi, mai tediosi, di luci variabili, atte a conferire visioni d’invidiabile bellezza.
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