Besozzo | 6 Giugno 2024

Besozzo, a 101 anni insegna alla scuola guida del paese

Giancarlo Colombo, classe 1923, è istruttore in servizio. «Ho iniziato negli anni 60 quando era difficile prendere la patente e non si trovavano le auto con i quattro pedali». Premiato dalla Regione

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(Claudio Ferretti, dal sito www.varesenoi.it) Giancarlo Colombo 101 anni, tuttora istruttore di teoria in servizio nella sua omonima scuola guida a Besozzo è un’istituzione non solo cittadina e varesotta, ma anche lombarda.

Affiancato dalla storica segretaria conosciuta da tutti come “la Maria”, che collabora con il suo ultracentenario titolare da oltre quarantacinque anni, il simpatico e longevo signor Giancarlo, classe 1923, ci racconta della sua vita, reduce dal ricevimento del Premio Rosa Camuna, la massima onorificenza di Regione Lombardia, consegnatagli dal presidente Attilio Fontana in persona.

Signor Colombo, partiamo proprio dalla rosa Camuna. Cosa ha provato nel momento di ricevere l’onorificenza?

Una forte emozione e tanta commozione. Ho chiuso gli occhi ed ho rivisto per un attimo quando ho iniziato nei primi anni Sessanta questa mia attività.

Ci racconta com’è iniziata questa lunga storia che ancora continua, visto che continua ancora oggi a 101 anni ad insegnare teoria nella sua scuola guida?

Appena diplomato ragioniere ho iniziato subito a lavorare facendo diversi lavori: per ultimo facevo il “propagandista”, allora si chiamava cosi, oggi lo chiamano promoter, per una azienda del settore veterinario nelle province di Varese, Como, Novara e Vercelli. Mentre giravo in auto queste zone ho avuto l’intuizione di aprire una scuola guida in zona Besozzo, perché in quel periodo c’era la voglia di comperarsi un’utilitaria e le scuole più vicine erano a Varese, Gallarate, Busto. Era il 1962 gli inizi del famoso boom economico di cui ancora oggi si parla. L’idea ebbe successo e nel giro di pochi anni ho aperto anche a Olgiate Comasco (paese di mio nonno paterno), Legnano, Cerro Maggiore, Vergiate, Samarate e Cittiglio.

Com’era negli anni Sessanta prendere la patente di guida?

Non era facile sostenere gli esami, sia di pratica che di teoria che allora era tutta da sostenere in orale e non c’era poi una grande istruzione. Ricordo la fatica di far conseguire ai contadini la patente agricola: non era per nulla facile creare attenzione sulla lettura rudimentale dei cartelli stradali.

Consigli utili per arrivare così in forma alla sua età?

Tenersi sempre attivi, coltivare sempre interessi, tenere viva la memoria, essere in mezzo alla gente e confrontarsi sempre con gli altri, cercando soddisfazioni ogni giorno. Per quanto mi riguarda, il fatto di insegnare ancora teoria ai futuri patentati mi crea ancora vigore e mi fa essere gagliardo. Poi a tenermi sempre “in riga” ci pensa “la Maria”, che mi sopporta e mi supporta da quasi mezzo secolo; per me è una grande garanzia.

Quali consigli possiamo dare invece ai giovani di oggi?

Di mettersi sempre in discussione e di cercare costantemente nuove intuizioni. Coltivare i rapporti sociali a qualsiasi livello, perché sono molto importanti per migliorare la propria esistenza e migliorarsi nella professione. Io ho sempre fatto questo: bisogna impegnarsi tanto e non dare nulla per scontato. Anch’io quando ho iniziato ho trovato difficoltà enormi.

Può fare qualche esempio?

In quegli anni si facevano fatica a trovare auto a quattro pedali per le scuole guida. Si usava in quel periodo allestire a tale scopo le Fiat 600; ebbene non mi sono dato per vinto e cercando ed allargando le prospettive alla fine ho conosciuto un allora dirigente della Fiat che mi ha garantito una linea preferenziale, anche perché pagavo subito al ritiro dell’auto. Insomma bisogna fare di necessità virtù.

Quale futuro vede per la sua scuola guida?

E’ nelle mani di mio figlio Alberto e poi ci sono ancora io. Adesso che ho ricevuto il riconoscimento della Regione Lombarda devo onorarlo, è un forte incentivo ad andare avanti.

Al momento dei saluti è il signor Giancarlo, prima di congedarci, a farci una domanda, ovviamente legata alla teoria per conseguire la patente: «Come si fa a girare a sinistra su di una strada normale o a doppia carreggiata?»

Abbozzo una risposta evasiva, non sono del tutto promosso, però il signor Giancarlo mi prepara un caffè e mi invita a tornare a trovarlo, che insieme “alla Maria” facciamo qualche utile ripasso posso approfittare ancora di respirare una magica aria di una scuola guida dove il tempo sembra che si sia fermato, soprattutto per la cordialità e per la genuina e straordinaria preparazione dell’ultracentenario Giancarlo Colombo.

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