Il “Grotto del Sorriso”, ristorante a Cassano Valcuvia, ospita il progetto lavorativo-culturale con ragazzi disabili, che ha preso vita grazie alla cooperativa sociale “Costa Sorriso”. Sono passati ormai otto anni dalla sua apertura e dall’inizio del progetto anno dopo anno questa realtà è diventata sempre più sinonimo di inclusività, solidarietà e qualità.
Come in qualsiasi gestione, però, portare avanti un’attività del genere comporta sacrifici, sforzi e anche criticità, che solo grazie all’impegno di numerosi volontari, all’affetto dei clienti e al sostegno di diverse realtà del territorio va avanti affrontando ogni evento ed ogni iniziativa con entusiasmo e professionalità.
Per questa ragione abbiamo voluto intervistare Cristina Dedé, presidentessa della cooperativa ed una delle responsabili del ristorante, che da anni si prodiga nel cercare uno sbocco lavorativo per ragazzi e ragazze che hanno disabilità e che, allo stesso tempo, ambiscono ad essere indipendenti.
Ecco l’intervista.
A otto anni dall’inaugurazione del ristorante, come sta andando oggi l’attività?
Dopo il consueto mese di ferie abbiamo riaperto con una novità: la chef Ombretta, avendo raggiunto il meritato traguardo della pensione, ha lasciato le redini della cucina in mano al nostro Emmanuel. Dopo aver lavorato con noi sin dall’apertura del ristorante e aver affiancato i nostri chef precedenti, Giorgio e Ombretta, Emmanuel ha ottenuto meritatamente il ruolo di cuoco e devo dire che se la sta cavando davvero bene. I clienti sono soddisfatti e lui si sta dimostrando molto motivato e responsabile! Noi siamo veramente orgogliosi del percorso di Emmanuel, dimostra che con la buona volontà e la serietà si può ottenere piena integrazione, gratificazione e indipendenza economica. Ombretta è comunque rimasta in cooperativa come socia volontaria, in modo da affiancare lo staff di cucina in particolari occasioni e questo ci riempie di gioia perché dimostra l’attaccamento al nostro progetto.
E il negozio aperto nel centro di Cassano Valcuvia?
Per quanto riguarda il negozio Angolo del Sorriso, stiamo cercando di ampliare il giro delle vendite dei nostri prodotti artigianali, ad esempio il supermercato Unes di Maccagno ha un angolino dove si possono acquistare le nostre confetture, i nostri biscotti buonissimi e i cosmetici alla nostra lavanda. Proponiamo inoltre box regalo anche ad aziende che desiderano donarle ai propri dipendenti nel periodo natalizio e bomboniere con i nostri prodotti. Come negozio alimentare di vicinato, invece, le vendite sono veramente minime. Altre iniziative che proponiamo sono la preparazione di rinfreschi anche presso location esterne al nostro locale e la disponibilità a organizzare cene aziendali con diverse proposte anche originali, come le cene con delitto o le cene al buio.
Quali criticità avete riscontrato dall’inizio dell’attività?
Le criticità maggiori sono ovviamente rappresentate dall’aumento delle spese generali e dalla scarsa affluenza sia al ristorante che al negozio, malgrado l’atmosfera serena ed accogliente e la buonissima qualità dei piatti serviti e dei prodotti in vendita. Tutto ciò, oltre a creare difficoltà economica, crea anche disagio nei ragazzi coinvolti come dipendenti e tirocinanti che sono costretti ad “inventarsi” il lavoro per poter coprire le ore a loro spettanti.
Quali sono invece le potenzialità di queste realtà?
Nonostante le varie iniziative che dicevo, attualmente sia il ristorante che il negozio non riescono ad autosostenersi. Sinora ci siamo salvati grazie a donazioni da privati e partecipando a bandi della provincia, della Regione o di Fondazioni, ma non possiamo fare affidamento solo su questi supporti. Si ha la necessità di ampliare le proposte lavorative attraverso servizi che possano interessare eventuali aziende per sviluppare con esse delle convenzioni o acquisire delle “commesse” per pulizie, assemblaggio, digitalizzazione di documenti cartacei o altro, che possano garantire un po’ di continuità e margine che aiuterebbero a coprire i costi che sosteniamo. Proprio per questa voglia e necessità di crescere, dal dicembre 2022 partecipiamo ai tavoli instaurati dal Piano Disabili della Provincia di Varese, tramite i quali si cerca di mettere in atto buone prassi condivise tra le cooperative della provincia, sensibilizzando le aziende, i consulenti del lavoro, i servizi territoriali ad aprirsi maggiormente agli inserimenti lavorativi di persone disabili e svantaggiate e facendoci conoscere come “presidio sociale” fondamentale ai fini dell’ Inclusione lavorativa.
Come sta andando il processo di inserimento lavorativo dei ragazzi?
Attualmente abbiamo cinque dipendenti di cui quattro con la legge 68/99 e una tirocinante ormai consolidata. Siamo inoltre partner del progetto Valli al Lavoro, nel quale siamo coinvolti come ente ospitante di un’isola formativa composta da quattro giovani che, affiancati da un educatore, fanno esperienze lavorative sia al ristorante che al negozio.
In che modo cercate di confermare o inserire nuovi volontari?
Nell’ultima assemblea è stato riconfermato con piacere il precedente CDA, ma ultimamente siamo un po’ in sofferenza di volontari, soprattutto per i turni al ristorante che cadono ovviamente di sabato e domenica e quindi richiedono un impegno particolare ma che d’altro canto danno molta gratificazione perché il feedback dei ragazzi e dei clienti ripaga tutte le fatiche. Ci piacerebbe comunque avere qualche persona in più, soprattutto per dare un po’ di “respiro” a chi invece è quasi sempre presente. Spero che qualcuno leggendo questo articolo risponda all’appello!
Quali sono i vostri progetti futuri?
I progetti futuri si leggono tra le righe delle precedenti macroaree. Come ti dicevo, avvertiamo la necessità di offrire servizi maggiormente appetibili per le aziende (anche attraverso assunzioni come prevede l’articolo 14 per le ditte che devono assolvere gli obblighi), che portino nuovi inserimenti o comunque il mantenimento di quelli già in corso. Un’altra idea è quella di proseguire con le isole formative perché ci siamo resi conto in questi anni che spesso noi cooperative siamo il primo approccio al lavoro da parte delle persone che ci vengono segnalate. Ci piacerebbe inoltre avere un maggior coinvolgimento da parte degli enti preposti al turismo poiché il nostro progetto non si ferma solo all’ambito sociale, ma favorisce anche inserimenti lavorativi sia per la promozione dei prodotti km zero che per la valorizzazione del nostro territorio. Costa Sorriso è una piccola cooperativa sociale, ma qualora fallisse o “mollasse il colpo”, il territorio non avrebbe al momento un’altra realtà sociale idonea a garantire esperienze lavorative a giovani con disabilità o altre fragilità. Noi ce la stiamo mettendo tutta per mantenere vivo il nostro progetto…
Chiunque volesse sostenere questa realtà, che si trova a Cassano Valcuvia in via S. Giuseppe 180, può chiamare il numero 339 2662554. Per informazioni e prenotazioni è possibile telefonare al medesimo contatto. Per restare aggiornati su tutte le iniziative e sui menù proposti dal ristorante, invece, visitare la pagina Facebook.
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