Varese | 28 Maggio 2024

Luino: «Tira fuori la cocaina o ti sparo». Due condanne

Quattro anni e mezzo di reclusione per gli uomini accusati di aver sequestrato e picchiato due giovani considerati i responsabili della sparizione di alcune dosi. I fatti risalgono a marzo 2023

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Quattro e anni e mezzo di reclusione per i due uomini – un 36enne e un 35enne – accusati di aver sequestrato e picchiato due giovani, in un appartamento di Luino, per una vicenda di droga risalente al mese di marzo dello scorso anno.

La sentenza è arrivata oggi, martedì 28 maggio, davanti al gup del tribunale di Varese, a conclusione del processo con rito abbreviato. Il pm aveva chiesto una condanna più severa: 7 anni per un imputato, 6 anni e mezzo per l’altro. 

La sera dell’11 marzo 2023, secondo la ricostruzione emersa dalle indagini, un 19enne tunisino e un 27enne italiano erano stati avvicinati in un bar dai due uomini finiti a processo, che li avevano incolpati della sparizione di alcune dosi di cocaina, e avevano spinto i due giovani a seguirli in un appartamento del centro per risolvere la questione. 

Una volta arrivati in casa, sarebbe scattata la violenza, tra pugni e minacce. «Tira fuori la cocaina o ti sparo», avrebbe detto uno dei due imputati al 19enne, dopo avergli puntato una pistola alla tempia. Il giovane fu costretto a levarsi i vestiti per dimostrare che non aveva con sé la droga sparita. Fu proprio lui – poi costituitosi parte civile nel processo, al termine del quale il giudice ha stabilito che deve essere risarcito – a riportare le conseguenze peggiori del pestaggio: frattura del naso e traumi alla testa, per trenta giorni complessivi di prognosi. I sequestratori avrebbero preteso la restituzione della droga, o comunque l’equivalente in denaro, cioè circa 300 euro. Le due vittime lasciarono sul tavolo 10 euro ciascuno: tutto quello che avevano in tasca. 

Proprio il modo con cui erano stati messi sul tavolo quei soldi, ha consentito alla difesa – rappresentata dagli avvocati Corrado Viazzo e Paola Bardelli – di chiedere e ottenere la riqualificazione dell’accusa di estorsione (contestata insieme ai reati di spaccio, sequestro di persona e lesioni) in tentata estorsione. I soldi, è la tesi dei difensori, erano stati lasciati per scappare, non a seguito di una richiesta estorsiva. 

Prima della sentenza è stata inoltre ascoltata in aula una donna che si trovava in quell’appartamento di Luino al momento dei fatti. Donna che ha escluso la presenza e l’utilizzo di una pistola nel corso del pestaggio. I due imputati, un anno dopo la vicenda e a seguito di un periodo di detenzione in carcere, sono ora agli arresti domiciliari. 

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