Varese | 7 Maggio 2024

Omicidio di Varese, «Lavinia è fuori pericolo, ma lesioni e danni permanenti notevoli»

Le parole del legale della famiglia Limido, Fabio Ambrosetti, contro l'inutilità del divieto di avvicinamento. Secondo il difensore Fabrizio Busignani, Manfrinati non era in sé

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«Tutto è iniziato due anni fa, quando Lavinia Limido fece una denuncia per maltrattamenti in famiglia a Busto Arsizio e scappò di casa perchè aveva paura. Venne applicata la misura del divieto di avvicinamento a Busto Arsizio, ma poi il procuratore capo chiese una revoca e l’archiviazione del procedimento. Noi abbiamo fatto opposizione, ci sarà l’udienza a maggio. Poi la moglie venne a Varese, cominciarono lei e i genitori a subire stalking qui in città».

Così ha parlato l’avvocato Fabio Ambrosetti, che assiste la famiglia Limido, a meno di ventiquattro ore dalla terribile aggressione avvenuta a Casbeno in via Ciro Menotti, dove il 40enne Marco Manfrinati ha causato il decesso dell’ex suocero Fabio Limido, e il tentato omicidio della sua ex moglie, Lavinia.

Nonostante un divieto di avvicinamento, successivamente imposto a Manfrinati dal Tribunale di Varese, a causa di ripetute denunce, minacce e danneggiamenti subiti dalla famiglia Limido, anche nei confronti del figlio e dei suoceri, ieri mattina l’uomo si è presentato davanti all’azienda di famiglia colpendo ripetutamente con un coltello prima l’ex moglie, che pare sia fuori pericolo, e l’ex suocero, uccidendolo.

In questi anni, però, Manfrinati ha continuato a minacciare Lavinia e i suoi genitori soprattutto tramite SMS, messaggi vocali, insulti anche contro i suoi legali. Inoltre, venne trovato dalla Polizia di Stato di Varese con un martello in macchina nella zona in cui risiedeva la famiglia.

«Lavinia sta meglio, ha subito grossissime lesioni, uno sfregio, la rottura di parte del volto e una recisione, un taglio della carotide, ma per fortuna dopo diverse ore di sala operatoria è stata dichiarata fuori pericolo di vita, chiaramente con delle lesioni e conseguenti danni permanenti notevoli», ha commentato il legale.

Intercettato dalla stampa, l’avvocato Fabrizio Busignani, difensore dell’assassino, ha affermato di aver già parlato con il suo assistito all’interno della Questura, subito dopo l’arresto. «Il confronto è stato minima, lo incontrerò oggi in carcere. Davanti al pm, in forza di questo stato evidentemente non idoneo a rilasciare dichiarazioni o a tentare di ricostruire la vicenda, non era in grado di rispondere».

Secondo il legale, l’uomo sembrava non essere in sé durante l’omicidio: «Non sono uno psichiatra forense, però credo che la situazione sia questa. Non posso dare giudizi, mi limito a verificare e a raccontare i fatti. Non spetta a me dare giudizi, a me spetta il compito di comprendere in chiave difensiva cosa è successo. Questo posso farlo solo avendo i dati, fino a quel momento mi risulterebbe difficile ricostruire tutta la vicenda. Lo trovo prematuro». (foto dai social)

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