Milano | 24 Aprile 2024

Max Brain protagonista al “Fuori Salone” con l’installazione Solar

L'artista maccagnese ha realizzato un'opera in modo creativo ed originale, in base alle linee guida di Jennifer Jane Martin e Max Siedentopf. «Per me una grande soddisfazione»

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Idea, disegno, prototipo e installazione vera e propria. Tutto questo è “Solar“, ultima opera artistica di accessori, che rappresenta il sistema solare, per la casa di LaDouble J di Jennifer Jane Martin, presentata negli scorsi giorni in occasione della Milano Design Week 2024, a Palazzo Belgioioso.

La composizione, messa in esposizione con piatti e bicchieri danzanti è stata immaginata dal visionario Max Siedentopf e realizzata, con grande creatività, dall’artista poliedrico maccagnese Max Brain, dopo aver seguito le linee guida della giornalista statunitense e milanese d’adozione: è riuscito a portare a termine questa opera artistica, composta da sedici meccanismi diversi, un tavolo che ruota con alcuni elementi, come con piatti e altri accessori, che sembrano germogliare.

In totale l’installazione, fatta con metalli, ceramica, legno e vetro in quel di Maccagno con Pino e Veddasca, rappresenta la “rinascita e la potenza della stella madre del sistema solare, con una raccolta di 16 pezzi, tra cui piatti, ciotole, tessili, bicchieri e vasi in vetro di Murano“.

«Aver creato questa installazione, per me, è davvero un motivo d’orgoglio – commenta l’artista maccagnese -, collaborare con figure professionali come Jennifer Jane Martin e Max Siedentopf è stata davvero un’opportunità che mi ha regalato Michela Croci. La ringrazio tanto. Mi sono occupato di tutta la parte meccanica, quella fondamentale per mettere in moto tutte le attrezzature immaginate e realizzate, che dovevano muoversi in modo sincronizzato».

Max Brain, quindi, ha usato diversi materiali e stratagemmi per mettere a punto l’intera composizione, senza ordinare pezzi custom che sarebbero serviti per alleggerire e rendere più facile la creazione. «Gran parte del materiale l’ho “rubato” da macchinari ed attrezzi che uso quotidianamente all’interno del mio laboratorio, che mi sono serviti per perfezionare i tecnicismi e i sistemi meccanici», prosegua ancora l’artista maccagnese.

Un lavoro certosino e meticoloso, portato avanti per quasi un mese dall’alba a notte fonda all’interno del suo laboratorio, dovendo “affrontare” e gestire anche la gioia più grande ed impegnativa che si possa vivere, vale a dire quella della nascita di un figlio, il piccolo Ulisse. «È stato complesso, ma il risultato ne è valso la pena e sono molto soddisfatto di questa settimana di “Fuori Salone”. Mettermi in gioco anche per trasformare un disegno in un’installazione di questo tipo è stato stimolante, una bella impresa. Spero che questo sia il primo di tanti lavori insieme a loro».

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