Laveno | 11 Aprile 2024

Laveno, l’arte della carpenteria navale: un’idea di futuro per i giovani stranieri

I minori ospiti della comunità dell’Asilo Mariuccia di Porto Valtravaglia protagonisti di un progetto di avviamento al lavoro, presentato alle Officine dell’Acqua. «Entusiasmo e voglia d’imparare»

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Lavorano sul restauro delle barche, si appassionano a quello che sta intorno a loro, grazie a una delle tradizioni lacustri più antiche, e allo stesso tempo acquisiscono competenze da spendere in futuro per trovare la propria strada professionale.

Sono i trenta ragazzi della comunità della Fondazione Asilo Mariuccia con sede a Porto Valtravaglia protagonisti del progetto Integr-Azione, ospitato dalla Fondazione Officine dell’Acqua di Laveno Mombello. Trenta giovani stranieri, tutti minorenni, che con l’iniziativa incentrata sulla carpenteria navale, e insieme agli educatori e al maestro d’ascia Stefano Badi, stanno svolgendo un percorso di crescita e formazione, che ha già dato i suoi primi frutti.

Se n’è parlato nella mattinata di oggi, giovedì 11 aprile, proprio all’interno dello spazio lavenese di viale Garibaldi, dove dieci dei trenta ragazzi coinvolti nel progetto hanno svolto le cinquanta ore di laboratorio previste. Altri due gruppi si alterneranno nei prossimi mesi.

Grande soddisfazione da parte di Valentina Boccia e Manuela Comi, che sono rispettivamente la direttrice generale della Fondazione Asilo Mariuccia e la responsabile della comunità di Porto Valtravaglia legata alla storica fondazione milanese che si occupa di accoglienza e sostegno sociale e lavorativo, per donne con bambini vittime di violenza e per minori non accompagnati, come nel caso di questo prezioso progetto, finanziato con il fondo dell’Otto per mille.

Tecnicamente si tratta di “avviamento al lavoro”. Ma sotto il profilo umano c’è molto di più, come ha sottolineato Paolo Sivelli, presidente della Fondazione Officine dell’Acqua: «Grazie a questo laboratorio possiamo trasmettere ai ragazzi delle competenze e un vero metodo di lavoro, che oggi è molto richiesto non solo nell’ambito dei cantieri navali, ma anche dalle aziende che sul nostro territorio si occupano di lavorazione del legno».

I giovani, nelle prime cinquanta ore di corso, si sono occupati di manutenzione delle barche presenti alle Officine. «E hanno fatto un lavoro straordinario – ha aggiunto Sivelli – Non hanno mai saltato una lezione, hanno mostrato entusiasmo e voglia di imparare». Un primo traguardo che è utile agli ospiti della comunità, e che fa bene anche all’antico mestiere a cui i ragazzi si sono avvicinati. Mestiere che – ha ricordato il presidente della Fondazione – è un patrimonio del lago da tutelare.

Prevenzione” è un’altra parola chiave con cui inquadrare l’importanza del progetto. Lo ha affermato il prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello, presente all’incontro di oggi: «La sicurezza passa soprattutto dalla prevenzione, e molto in questo senso dipende da ciò che viene fatto sul piano sociale, a contatto con le fragilità». Un fronte su cui la Prefettura è impegnata in prima linea, nella collaborazione con le strutture in grado di ospitare i minori non accompagnati, e nella ricerca di figure professionali che si occupino di seguirli.

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