Una pioggia battente ha accompagnato, aggiungendosi alle lacrime di tutti coloro che le hanno voluto bene, l’ultimo, commosso saluto a Cristina Croci, la 53enne luinese scomparsa il 27 marzo scorso dopo quindici anni di lotta contro un tumore.
Gremita la chiesa parrocchiale di Creva, dove don Daniele Bai ha celebrato il rito funebre – non una messa, dato che oggi, 29 marzo, è il Venerdì Santo e in questo giorno non si tengono celebrazioni eucaristiche –, con tantissime persone anche in piedi accorse per abbracciare la famiglia e gli amici di Cristina e stringersi a loro in questo momento di dolore davanti alla bara in legno chiaro ricoperta di fiori bianchi e rosa.
«Ci muove l’amore, l’affetto, la fatica che si fa in questo momento difficile» ha detto il parroco durante l’omelia nella quale ha scelto quattro segni che la liturgia del Triduo Pasquale presenta ai fedeli cristiani: il Calvario che «ha caratterizzato questi anni di malattia della vita di Cristina», la croce «che raccoglie e contiene tutte le nostre sofferenze e le trasforma in vita», il sepolcro che pone domande sul senso di ciò che accade con la morte e la risurrezione, un «dono che ancora non possiamo vedere», una promessa di vita eterna «che chiediamo a Gesù di mantenere, proprio nel momento in cui accompagniamo Cristina alla sepoltura. Fa’ che dopo tutto questo ci sia la vita».
Prima di concludere la celebrazione, è stata letta, nell’emozione generale, la preghiera “Se mi ami non piangere” (che riportiamo integralmente al termine dell’articolo). Portato poi all’esterno della chiesa, il feretro è stato salutato con dolci carezze prima di partire, in un silenzio rotto solo dalla melodia delle campane, per l’ultimo viaggio verso la sepoltura.
In questi giorni sono stati tantissimi i luinesi, e non solo, che hanno espresso il loro dolore e il loro cordoglio per la scomparsa di Cristina anche sui social, ricordandola come una donna forte, di grande cuore e immenso coraggio.
Se mi ami non piangere!
Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo,
se tu potessi vedere e sentire quello che io vedo e sento
in questi orizzonti senza fine,
e in questa luce che tutto investe e penetra,
tu non piangeresti se mi ami.
Qui si è ormai assorbiti dall’incanto di Dio,
dalle sue espressioni di infinità bontà e dai riflessi della sua sconfinata bellezza.
Le cose di un tempo sono così piccole e fuggevoli
al confronto. Mi è rimasto l’affetto per te:
una tenerezza che non ho mai conosciuto.
Sono felice di averti incontrato nel tempo,
anche se tutto era allora così fugace e limitato.
Ora l’amore che mi stringe profondamente a te,
è gioia pura e senza tramonto.
Mentre io vivo nella serena ed esaltante attesa del tuo arrivo tra noi,
tu pensami così!
Nelle tue battaglie,
nei tuoi momenti di sconforto e di solitudine,
pensa a questa meravigliosa casa,
dove non esiste la morte, dove ci disseteremo insieme,
nel trasporto più intenso alla fonte inesauribile dell’amore e della felicità.
Non piangere più, se veramente mi ami!
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