Luino | 11 Febbraio 2024

Luino, il messaggio di don Daniele per la Giornata Mondiale del Malato

Il parroco prende spunto dal messaggio di Papa Francesco per questa ricorrenza: «Vogliamo che anche le nostre comunità siano attente agli ammalati e agli anziani»

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(don Daniele Bai) L’11 febbraio, festa della Madonna di Lourdes, si celebra la 32ª Giornata Mondiale del Malato. Il tema della Giornata ha per titolo: «Non è bene che l’uomo sia solo». Curare il malato curando le relazioni.

Il messaggio del Santo Padre si ispira al capitolo 2 del Libro della Genesi (Gen 2,18). Eccone alcuni estratti: “Ci fa bene riascoltare quella parola biblica: non è bene che l’uomo sia solo! Dio la pronuncia agli inizi della creazione e così ci svela il senso profondo del suo progetto per l’umanità ma, al tempo stesso, la ferita mortale del peccato, che si introduce generando sospetti, fratture, divisioni e, perciò, isolamento. Esso colpisce la persona in tutte le sue relazioni: con Dio, con sé stessa, con l’altro, col creato. Tale isolamento ci fa perdere il significato dell’esistenza, ci toglie la gioia dell’amore e ci fa sperimentare un oppressivo senso di solitudine in tutti i passaggi cruciali della vita”.

Il Santo Padre richiama quindi il modello del Buon Samaritano (Lc 10, 25-37) con la “sua capacità di rallentare il passo e di farsi prossimo, alla tenerezza con cui lenisce le ferite del fratello che soffre” e ricorda che “la prima cura di cui abbiamo bisogno nella malattia è la vicinanza piena di compassione e di tenerezza. Per questo, prendersi cura del malato significa anzitutto prendersi cura delle sue relazioni, di tutte le sue relazioni: con Dio, con gli altri – familiari, amici, operatori sanitari –, col creato, con se stesso”.

“Siamo chiamati ad adottare lo sguardo compassionevole di Gesù. Prendiamoci cura di chi soffre ed è solo, magari emarginato e scartato. Con l’amore vicendevole, che Cristo Signore ci dona nella preghiera, specialmente nell’Eucaristia, curiamo le ferite della solitudine e dell’isolamento. E così cooperiamo a contrastare la cultura dell’individualismo, dell’indifferenza, dello scarto e a far crescere la cultura della tenerezza e della compassione”, invita il Papa.

Infine, il Santo Padre sottolinea che “i malati, i fragili, i poveri sono al centro della Chiesa e devono essere anche al centro della nostra attenzione umana e della nostra sollecitudine pastorale”. “Non dimentichiamolo. E affidiamoci a Maria Santissima, Salute degli Infermi, perché interceda per noi e ci aiuti a essere artigiani della vicinanza e della relazione fraterna”, conclude.

Vogliamo che anche le nostre comunità siano attente agli ammalati e agli anziani che vivono nelle nostre case: attraverso le visite dei sacerdoti o dei ministri straordinari dell’Eucaristia, la presenza nei luoghi di degenza degli ammalati, la visita di persone sole o anziane da parte dei fedeli che sentono la premura di stare vicino a chi soffre… Per questo motivo, se nelle nostre case ci fossero persone che desiderano questa visita e ricevere i Sacramenti attraverso il sacerdote o i ministri, lo possono segnalare ai sacerdoti, ai ministri conosciuti o direttamente nelle sacrestie.

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