Castelveccana | 30 Gennaio 2024

Dall’Ucraina all’alto Varesotto per allenarsi, cinque giovani atleti della MTB sognano la pace e le Olimpiadi

I giovani Sasha, Anastasia, Volodimir, Maria e Sasha sono ospiti della famiglia Prataviera a Castelveccana. Le loro giornate in bici con il pensiero fisso al loro Paese in guerra

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C’è il sogno olimpico negli sguardi freschi e luminosi di Sasha, Anastasia, Volodimir, Maria e Sasha, cinque giovanissimi atleti della Nazionale Ucraina di mountain bike che in queste settimane, insieme al loro direttore sportivo Misha, stanno vivendo un periodo di ritiro pre-competizioni qui nell’alto Varesotto.

Ospitati a Castelveccana, nella casa accanto a quella della famiglia della giovane campionessa italiana di MTB Caterina Prataviera, messa a loro completa disposizione dai vicini, tra allenamenti sulle strade e nei boschi della zona e momenti di relax ai fornelli oppure davanti al camino e a un film, i ragazzi e le ragazze indossano con orgoglio la divisa con i colori del loro Paese, giallo e blu, e non passa giorno senza che pensino alle loro terre.

La guerra scatenata dalla Russia, da quasi due anni ormai, è difatti una presenza costante nei loro cuori. Dolorosa per chi di loro ha perso qualche amico sotto le bombe, angosciante per tutti, al pensiero di essere lontani dalle rispettive famiglie: «Da un momento all’altro può cambiare tutto, siamo sempre preoccupati per i nostri genitori – raccontano Sasha e Misha – Certo, ci sono zone più tranquille, meno colpite dai bombardamenti, altre invece sono davvero pericolose. Se a Kiev, quando suonano le sirene, si riescono ad avere anche venti minuti per andare nei rifugi e mettersi in salvo, in altri posti non ci sono neanche venti secondi di tempo tra l’allarme e l’arrivo dei razzi».

La voglia di una vita normale, però, non li ha mai fermati, nemmeno in questi mesi così complicati: ciascuno di loro ha continuato ad allenarsi sulle strade e nelle foreste ucraine, imparando a gestire la paura e a osservare le scie dei razzi nel cielo con una sorta di rassegnazione dalla quale, però, la preoccupazione per la sorte di chi sta rischiando la vita in quel momento non si allontana mai per davvero.

Ora, però, ci sono le Olimpiadi di Parigi all’orizzonte e per tre di loro, entrambi i Sasha (uno dei quali campione europeo Junior a Novi Sad nel 2021) e Maria, compagna di squadra di Caterina, è partita la caccia ai punti per essere selezionati nella rosa della Nazionale e volare in Francia per provare a portare a casa, nella migliore delle ipotesi, una medaglia, ma soprattutto per tenere alti i colori dell’Ucraina di fronte a tutto il mondo.

Un obiettivo che i tre, così come i loro compagni e gli altri giovanissimi Junior che arriveranno a Castelveccana tra qualche giorno per dar loro il cambio, intendono perseguire con grande determinazione, in vista di questi giochi o di quelli dei prossimi anni. E un percorso che, come detto, passa anche dall’alto Verbano, dalle sue montagne e dai suoi boschi così apprezzati dagli atleti per le loro caratteristiche che li rendono adatti ad allenamenti sia semplici che impegnativi, a seconda delle necessità.

Ma, ci svela Sasha senza nascondere il divertimento, c’è anche un altro motivo per aver scelto l’Italia al posto, ad esempio, del Sud Africa, anzi due: «La pizza e il caffè». Due parole che anche chi, tra loro, non parla italiano, non ha difficoltà a pronunciare. Come “ciao” e “grazie”.

E proprio la gratitudine è immensa, nei loro cuori, per l’accoglienza e il supporto che, sin dallo scorso anno, Maura e Luis Prataviera hanno voluto offrire loro: «Sono una famiglia che ama molto questo sport – afferma Misha – e ci hanno dato un grande aiuto sia per fare un training camp a Livigno, dove ci hanno accolto in modo straordinario, sia nel trovare le biciclette da utilizzare, grazie anche a Paolo (Novaglio, presidente della CarbonHubo, la società in cui corrono Caterina e Maria, ndr)».

Il futuro? Non c’è spazio per ambizioni personali, per quanto la passione per la mountain bike li renda felici e li motivi, giorno dopo giorno, a crescere, migliorare e perseguire obiettivi importanti. Alla domanda su quali siano i loro sogni, la risposta è unanime: che la guerra finisca, che l’Ucraina torni a essere com’era prima, con i territori occupati restituiti e senza più preoccupazioni per i loro cari. In una parola, la pace.

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