Varese | 30 Gennaio 2024

Coldiretti, «Basta alla concorrenza sleale dei Paesi terzi»

Il presidente e il direttore di Coldiretti Varese, Colombo e Mazzuccotelli: «Serve semplificazione contro la burocrazia e un riconoscimento del ruolo centrale del settore agroalimentare»

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«Occorre dire basta alla concorrenza sleale dei Paesi terzi e introdurre con decisione il principio di reciprocità per fare in modo che tutti i prodotti che entrano nell’Unione europea rispettino gli stessi standard dal punto di vista ambientale, sanitario e del rispetto delle norme sul lavoro previsti nel mercato interno anche alla luce degli accordi di libero scambio in discussione come il Mercosur che penalizzano agricoltori e cittadini europei».

È quanto afferma la Coldiretti sottolineando che nel 2023, ad esempio, «sono più che raddoppiate nel nostro Paese, per un totale di ben oltre il miliardo di chili, le importazioni di grano dal Canada trattato in preraccolta con glifosato secondo modalità da noi vietate, per cui – sostiene l’associazione – è necessario che in Europa venga fatto valere il principio di reciprocità affinché le importazioni rispettino tutti i criteri in termini ambientali sanitari e nel rispetto delle norme sul lavoro vigenti nella UE».

«È sempre più necessario adattare la futura Politica Agricola Comune (PAC) alle esigenze di redditività e competitività delle imprese agricole con un forte impegno alla semplificazione contro la burocrazia», dichiara il presidente di Coldiretti Varese Pietro Luca Colombo, mentre il direttore Rodolfo Mazzucotelli evidenzia: «Le sfide attuali e quelle future, anche in vista di nuovi allargamenti dell’UE, impongono scelte ambiziose in termini di bilancio UE, che dovrà riconoscere il ruolo centrale del settore agroalimentare se vogliamo mirare ad una sempre maggiore sovranità alimentare a livello europeo per garantire cibo sicuro per i nostri cittadini».

«Fermare le follie ideologiche significa anche revisionare nell’immediato le procedure per autorizzazione dei cibi sintetici, come richiesto dalla maggioranza qualificata di Paesi al recente Consiglio Agricolo UE», conclude il presidente Colombo.

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