La denatalità impone sempre più spesso scelte amministrative che investono il mondo della scuola, portando ad ottimizzare spazi, un tempo giusti ed oggi “generosi”, oltre a risorse economiche.
Già diversi Comuni in provincia di Varese hanno messo mano a questo capitolo, come avvenuto nelle settimane scorse a Maccagno con Pino e Veddasca. Il sindaco Fabio Passera, annunciando che una parte della scuola media Leonardo da Vinci tornerà a disposizione per essere usata in altri ambiti dalla comunità, ha spiegato quanto la scuola sia il termometro in presa diretta del calo delle nascite.
L’ISTAT fotografa ogni anno il fenomeno della denatalità che è ormai inarrestabile dal 2008 anche a causa di mutamenti sociali e strutturali della società ma, tornando sul lago Maggiore, Passera cita un dato che fa riflettere. “Se guardiamo i dati del 2023 – argomenta – corriamo il rischio di non avere neppure una classe in prima elementare tra sei anni, quindi il tema è evidentemente grosso. Ma parallelamente a questo depauperamento della popolazione scolastica, il contenitore è rimasto tale e quale agli anni ’70, quando non c’erano problemi di riscaldamento, né di soldi e di bambini che vivono la scuola”.
La decisione di rivedere spazi e quindi anche costi di questa ala della scuola media – come argomentato dal sindaco e dall’assessore con delega ai servizi scolastici Elisabetta Cornolò – arriva da lontano. Si tratta di una scuola che conta attualmente una cinquantina di alunni, e che ha visto la trasformazione di aule in laboratori all’interno di un importante progetto di riqualificazione di pavimenti, infissi, palestra, lavori per circa mezzo milione di euro. “Abbiamo cominciato ad immaginarci ad inizio mandato, – spiegano – come poteva essere questa scuola con una capacità di contenere i ragazzi in maniera differente da oggi. Non dimenticate che anni fa in questa scuola c’era la Presidenza, la segreteria, c’era una struttura amministrativa. Oggi sembra che si parli di archeologia industriale ma era appena 40 anni fa, eppure è cambiato il mondo. Ci siamo così trovati con questa realtà complessa da gestire, ma crediamo di aver trovato la chiave di volta per lasciare un segno razionale, ecologico e soprattutto funzionale a chi verrà a occupare questi spazi. Noi lasceremo questo spazio vuoto, che a questo punto sarà separato dalla scuola e non ospiterà più i seggi elettorali oramai spostati all’Auditorium, uno spazio da riempire di contenuti”.
Il primo cittadino afferma di non voler dare consigli a chi verrà dopo di lui – a giugno Maccagno va ad elezioni – ma finisce con offrire alcuni spunti di riflessione contenuti nella video intervista.
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