Laveno Mombello | 24 Gennaio 2024

Ricercato dal 2021 per furti e rapine, 35enne arrestato a Laveno dai carabinieri

L’uomo, originario di Bari, è stato individuato e catturato grazie anche al supporto dello Squadrone Cacciatori Puglia. Denunciata anche la donna che lo ospitava

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Era ricercato dal 2021 per diversi reati di tipo predatorio, dunque furti e rapine, che ne avevano fatto il destinatario di un “provvedimento di esecuzione di pene concorrenti” emesso dall’Ufficio Esecuzioni del Tribunale di Varese, ed è stato infine arrestato nel primo pomeriggio del 16 gennaio scorso durante un servizio di controllo straordinario del territorio disposto dal Comando Provinciale di Varese dell’Arma dei Carabinieri con l’impiego delle Squadre Cacciatori di Puglia messe a disposizione della Compagnia di Luino.

Si tratta di un 35enne italiano originario di Bari che, grazie a un’oculata attività informativa della Stazione dell’Arma di Laveno Mombello, era stato segnalato, da fonti confidenziali, come rientrato in Italia dopo essersene allontanato fin delle prime ricerche delegate dall’Autorità Giudiziaria a un altro reparto dell’Arma dipendente dal Comando Provinciale e, successivamente, anche alla Polizia di Stato.

A conferma dell’allontanamento fuori dal territorio nazionale, forse per sfuggire alla misura nel frattempo erogata, vi era anche un’iscrizione all’AIRE, l’anagrafe degli italiani residenti all’estero. Localizzata la possibile ubicazione del 35enne, con il ricorso ad attività di osservazione a distanza, è stata poi organizzata una “cinturazione” del luogo, situato in un’area extraurbana di Laveno, grazie anche al contributo delle Squadre Cacciatori che, tra le proprie prerogative tecnico-professionali, annoverano anche una specifica competenza in tema di ricerca e arresto dei cosiddetti “catturandi”.

L’ingresso dei reparti dell’Arma nell’immobile ha permesso loro di individuare l’uomo che, trovatasi preclusa ogni possibilità di fuga, è stato dunque arrestato e condotto presso la sede della Compagnia di Luino per l’identificazione, accertata attraverso i riscontri del fotosegnalamento, e la successiva traduzione presso il carcere di Varese.

Nelle stesse circostanze è stata anche deferita all’Autorità Giudiziaria la persona che lo ospitava, una donna di mezza età ritenuta responsabile di favoreggiamento personale per l’agevolazione fornita al 35enne nell’eludere le ricerche della polizia giudiziaria e la conseguente sottrazione all’esecuzione della pena.

In casa è stata rinvenuta anche una modica quantità di stupefacente, correlata a una sospetta attività di spaccio avviata dal 35enne. La posizione dei due indagati è naturalmente al vaglio dall’Autorità Giudiziaria varesina che dovrà esprimersi nel corso del conseguente procedimento penale.

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