Masciago Primo | 24 Gennaio 2024

Masciago Primo in festa per Sant’Agnese

La piccola comunità della Valcuvia, nello scorso fine settimana, ha celebrato la sua patrona con momenti di condivisione e di preghiera vissuti con intensità e devozione

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(di Cesi Colli) Il piccolo paese di Masciago Primo, incastonato nelle Prealpi lombarde, il 20 e il 21 gennaio ha festeggiato la sua patrona, S. Agnese, un esempio di fedeltà nella donazione totale a Cristo. Nella sua indomita fortezza di non voler venire meno al suo patto d’amore con Lui, ci sta davanti come “Vangelo vissuto” perché ci dona la possibilità di verificare la nostra vita di credenti e il nostro cammino di fede.

Masciago ha offerto alla sua patrona alcune giornate di festeggiamenti, in cui, oltre momenti di divertimento e sana allegria, ha cercato di privilegiare il raccoglimento, l’intimità e la preghiera.

Compieta, la Messa, la Processione: abbiamo pregato e invocato la piccola Agnese e lei ci guardava col suo viso dolce, puro, stringendo tra le braccia il suo agnellino e in mano la palma simbolo del martirio, che ne indica la forza interiore, l’amore così assoluto e totale per Cristo che l’ha portata a morire per Lui.

Nulla ha turbato i tanti momenti di preghiera di questa festa: pregando lei, ci siamo sentiti anche noi più uniti, abbiamo avvertito che facevamo parte di una bella comunità. Certamente una comunità viva, se pur piccola, quella di Masciago, che ha lavorato molto per preparare la festa e si è cimentata anche nell’arte della pasticceria con biscotti, torte e i tipici agnellini di S. Agnese di pasta di mandorle.

Grazie alla Promo Masciago, che con la cena del sabato ci ha riuniti al caldo dei locali della “Casetta Bregani”, attenuando il freddo di due giorni veramente gelidi, abbiamo cenato insieme, chiacchierando, conoscendoci, condividendo un momento conviviale che unisce sempre.

Ci siamo raccolti intorno al falò, che sembrava ancora più bello perché i nostri volontari lo hanno allestito e curato con amorevole attenzione. Le fiamme hanno inghiottito tutte le nostre invocazioni di preghiera ad Agnese, raccolte in una scatola rossa, nella certezza che la piccola santa busserà al cuore di Dio, che nella sua misericordia ascolterà le nostre suppliche.

Come ormai avviene da tanto tempo, un folto gruppo di giovani, accompagnati dalla chitarra, ha cominciato ad intonare alcuni canti intorno al fuoco, dando vita a una riunione gioiosa e fraterna che ha reso magica la serata. E poi i volontari della Promo hanno tirato fuori uno squisito rinfresco, ma soprattutto vin brulé e cioccolata calda, così tutti ne hanno approfittato per scaldarsi un po’.

Domenica, durante la S. Messa solenne celebrata dal nostro parroco don Enrico Broggini, si è bruciato il “pallone”, che prende fuoco da tre candeline alzate dal sacerdote per simboleggiare la vita del martire che si consuma per la fede ardente nella Trinità. Quest’anno, però, il pallone ha giocato un piacevole scherzo: non si è incendiato, si è solo consumato all’interno, rimanendo appeso alla piantana brutto e scuro. Don Enrico, ridendo e sottolineando che era solo uno scherzo, simpaticamente ha ricordato cosa capita quando il sangue di S. Gennaro non si scioglie…

Nel pomeriggio, la piccola santa ha camminato in processione per le vie del paese, portata a spalla dai portatori, tra cui il nostro sindaco, Marco Magrini, che ha commentato che per lui è un onore che lo ha sempre visto protagonista anche in altri comuni. La processione è la rappresentazione più viva e sentita della capacità della nostra comunità di camminare insieme. Il freddo rendeva l’atmosfera quasi sospesa, impregnata dalla preghiera del S. Rosario, che nasceva dal cuore e trasformava l’aria intorno in sentimenti di gratitudine e di amore. Si pregava con crescente intensità e le parole sparivano per lasciare un senso di pace interiore.

Siamo tornati a casa contenti di aver celebrato una santa da invocare nei momenti del bisogno, da conoscere sempre meglio e da imitare decisamene di più, soprattutto da parte dei giovani perché la dodicenne Agnese con il suo radicale ed esclusivo innamoramento a Cristo e il dono totale della sua vita a Lui si pone come una testimonianza controcorrente nel turbinio dell’odierna indifferenza.

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