Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, è atterrato oggi, lunedì 15 gennaio verso le 11.30, all’aeroporto di Zurigo. È stato accolto sulla pista dal ministro degli esteri svizzero, il ticinese originario di Sessa, Ignazio Cassis.
I due hanno lasciato lo scalo zurighese a bordo di un elicottero dell’esercito svizzero per recarsi a Berna, dove vi sarà l’incontro con la presidente della Confederazione Viola Amherd e con i presidenti dei due rami del parlamento. La visita nella città federale è motivata dalla partecipazione da parte di Zelensky al Forum Economico Mondiale (WEF) che inizierà oggi alle 17 a Davos, cittadina del canton Grigioni blindata per motivi di sicurezza.
Due i filoni che il premier ucraino intende affrontare con il Governo svizzero e che ha annunciato anche sul suo profilo X. Dapprima c’è il tema delle sanzioni alla Russia, argomento “sensibile” a queste latitudini, secondo poi gli aiuti che la Svizzera offre per la ricostruzione del paese.
Sempre sui social spiega che a Davos, al WEF, intende tenere incontri bilaterali con i rappresentanti dell’UE e della NATO anche per promuovere l’integrazione dell’Ucraina nell’area euro-atlantica. Il dispositivo di sicurezza, come detto, è aumentato ovunque oltre confine e non è inusuale osservare maggiore capillarità nei controlli anche alle dogane al confine con l’Italia.
Una nota del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) dell’8 gennaio scorso, ha spiegato che il Parlamento svizzero ha approvato un effettivo massimo di 5mila soldati da impiegare fra il 9 e il 25 di gennaio a tutela della manifestazione e dei suoi ospiti. Le Forze aeree hanno rafforzato il servizio di sorveglianza con jet da combattimento armati e in collaborazione con Austria e Italia.
Le limitazioni dello spazio aereo sopra Davos sono in vigore da venerdì 12 gennaio fino a sabato 20 gennaio alle ore 17. Sono attesi circa 2’800 partecipanti, tra cui decine di capi di Stato e di governo. Tra questi il primo ministro cinese Li Qiang arrivato questa mattina, il neopresidente argentino, ultraliberista di destra, Javier Milei, lo sceicco Mohammed bin Salman, il Segretario di Stato americano Antony Blinken, il presidente israeliano Isaac Herzog, oltre ai ministri del Qatar e degli Emirati Arabi Uniti, solo per citarne alcuni.
A poco più di 200 km dai nostri confini si riunisce il mondo per discutere di guerra e di pace, di una parte di futuro di questo pianeta. (Copyright Photo: World Economic Forum/Ciaran McCrickard)
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