Frequentare la montagna senza correre rischi. Riparte da questo obiettivo la campagna Montagne Sicure promossa dal Dipartimento delle istituzioni del Canton Ticino insieme a Polizia Cantonale e Soccorso alpino, e indirizzata a chi pratica sport invernali.
L’attività di prevenzione, ridimensionata negli ultimi due anni per via delle scarse nevicate, ritorna grazie alle previsioni incoraggianti per la nuova stagione, e punta soprattutto sulla consapevolezza dei cittadini e dei turisti rispetto al rischio valanghe.
«La tendenza in atto di svolgere sempre più attività al di fuori delle stazioni sciistiche, in una natura incontaminata, espone le persone a dei rischi supplementari – si legge in una nota pubblicata dal Dipartimento delle istituzioni – Tra questi, quello legato a possibili valanghe». Ecco il perché dei corsi promossi grazie all’intesa con due centri di formazione presenti ad Airolo Pesciüm e in Val Bedretto.
«Fuori pista sì – commenta il consigliere di stato Norman Gobbi – ma con la giusta preparazione fisica e gli adeguati supporti e strumenti. La maggiore libertà nasconde talvolta delle situazioni inaspettate che bisogna saper gestire con determinazione e rapidità. Ricordiamoci che i risultati degli ultimi anni, indicanti un numero inferiore di incidenti, sono stati falsati dallo scarso innevamento. Facciamoci quindi trovare pronti».
Diversi i canali impiegati per la campagna di sensibilizzazione: giornate di formazione sul campo, social network, messaggi diffusi in forma cartacea. I “consigli per una montagna sicura” sono stati poi raccolti in un libretto digitale che include informazioni utili sulla posizione delle capanne alpine, sul meteo, sugli itinerari, sul rischio valanghe e molto altro. E’ disponibile cliccando qui.
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